"Quel filo che lega accoglienza e sviluppo", "Avvenire", 1° Maggio 2015

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"E' il Primo Maggio della solidarietà, dell'accoglienza, del rispetto, della dignità delle persone. Il sindacato ha scelto la piccola cittadina siciliana di Pozzallo, il cui porto è spesso crocevia degli sbarchi di tanti immigrati, come simbolo di una 'necessaria' integrazione tra i popoli. L'Europa deve fare di piu' per fermare questa continua strage nel Mediterraneo che non puo' diventare un cimitero. Non Bastano gli appelli e le promesse.Occorre intervenire all'origine del fenomeno migratorio, bloccando i traffici dei nuovi schiavisti con un'intesa politica tra i vari Governi europei per dare risposte concrete alle migliaia di uomini, donne e bambini che si avventurano in mare pur di scampare alle guerre, alla violenza, alla fame. Non servono le armi e i blocchi navali. Ci vuole una forte coesione poilitica e sociale arginando gli egoismi nazionali e la demagogia xenofoba di alcuni movimenti antieuropei. Per questo dobbiamo ripartire dagli Stati Uniti d'Europa".

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