Puglia. Disservizi Amat: la denuncia dell'Adiconsum di Taranto

Taranto, 4 dicembre 2015. A giudizio dell’Associazione territoriale dei consumatori Adiconsum, tra le tante inefficienze presenti nella città di Taranto - dalla pulizia al traffico all’ordine pubblico - sono da annoverare anche disservizi dell’Amat, l’Azienda per la mobilità. Che dire, ad esempio, delle fermate senza pensiline? Basterebbe osservare il percorso della Linea 3, dove ben 46 fermate ne sono sprovviste, ovvero 20 da Città Mercato al rione Tamburi e 26 nel senso inverso, oppure percorrere il tratto servito dalla Linea 8, dove ne sono sfornite 60 fermate, cioè 39 da Porto Mercantile al Cep e 21 nel senso inverso. “Non abbiamo fatto rilevazioni sulle altre linee – puntualizza Antonio Bosco, Presidente dell’Associazione – ma tanto basta, perché tutta Taranto è condannata di fatto a queste condizioni per cui è persino possibile, su tutto il lunghissimo e centralissimo Corso Umberto 1°, non vedere neppure una fermata provvista di pensilina.” Risultano, poi “acquistati dei bus urbani da altre città, ci dicono anche da Roma notoriamente con un piano stradale liscio e vellutato – chiosa non senza sarcasmo Bosco - ma pare che solo alcuni di essi siano utilizzabili, senza tacere poi sui display che in genere non funzionano mentre al loro posto si vedono dei cartoncini con scritto a pennarello il numero della corsa.” Rimangono le altre questioni “della frequenza delle corse e del loro rispetto orario, veri e propri optional – prosegue il Presidente di Adiconsum – nonché delle incredibili disposizioni aziendali nei casi di blocco del ponte girevole quale ne sia la causa, cioè invece di far tornare indietro il mezzo effettuando comunque un servizio nella città divisa in due, si impone il blocco dei mezzi sperando vanamente nella soluzione a breve dei blocchi.” Insomma “l’Amat di Taranto continua ad offrire un servizio di trasporto indecente – conclude Antonio Bosco – aggravato da un disinteresse indisponente nei confronti degli utenti e imbarazza oltremodo tanto più che nessuno, fino ad oggi, ha osato almeno chiedere scusa.” Ma “non è certo delle scuse che hanno bisogno i tarantini e le migliaia e migliaia di cittadini che quotidianamente qui si riversano, quanto invece di efficacia e di efficienza del servizio di un trasporto degno della nostra città che vuole scommettere sul proprio futuro guardando ed aprendosi sempre di più al resto dell’Italia e del mondo.”

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.