Sardegna. Senza riforma della Regione e dei suoi apparati, sviluppo dell’isola quasi impossibile

La Regione sarda impiega  204 giorni lavorativi per espletare una procedura d’appalto e 160 giorni  per il controllo di 1° livello, operazione senza la quale è impossibile attivare i pagamenti. Intercorrono ben 420 giorni  tra la data ultima  di presentazione  delle domande e la pubblicazione delle graduatorie relative a un’azione prevista da un Programma Operativo Regionale. In termini amministrativi è quasi un’eternità, dal punto di vista economico una mezza paralisi per un’azienda partecipante al bando. Nel Global competitiveness report del 2013 la Sardegna si colloca al 168° posto su 199 regioni europee per quanto riguarda la facilità di fare impresa. 
 
Questa situazione costituisce uno dei “fattori di rischio” con cui devono fare i conti  imprenditori sardi, nazionali e internazionali,  intenzionati a investire in Sardegna. I sindacati da anni chiedono alla Regione di mettere mano all’infrastrutturazione dell’isola per farne un volano di produttività, ma senza un cambio di passo  della macchina regionale tale obiettivo diventerà irrealizzabile.
 
Il Presidente  Pigliaru aveva promesso di “ semplificare la semplificazione”. Sono passati esattamente due anni dal suo insediamento e molto è stato annunciato, ma molto poco realizzato. I documenti della Programmazione 2014-2020 sono zeppi di piani e iniziative, che rischiano di restare nel limbo delle buone  intenzioni senza una riforma organica della Regione e dei suoi apparati. Una riforma non solo predisposta a tavolino e, se necessario, anche ispirandosi ad esperienze positive realizzate in altre regioni, ma da farsi coinvolgendo tutti gli attori e i protagonisti, quindi anche i lavoratori: Entro quest’anno  sono previsti non meno  di 7 interventi  per il riordino e la razionalizzazione degli assetti organizzativi. Quasi tutti decisi senza consultare i sindacati. La Cisl è convinta che una delle cause di ritardi e lentezze va ricercata nell’insufficiente responsabilizzazione delle strutture amministrative coinvolte nell’attuazione degli interventi, soprattutto quelli relativi al POR.
 
Il Presidente Pigliaru e altri suoi assessori non possono condurre trattative e incontri col cronometro alla mano e affidandosi a consultazioni on line  con i cittadini. Tutto è utile, ma sulle questioni che riguardano i lavoratori esperienza e politica suggeriscono il coinvolgimento non epidermico del sindacato. Sul terreno dell’innovazione, delle riforme e della produttività, la Cisl è sempre pronta  a discutere, proporre e operare senza indugi. Anche il Presidente Pigliaru?
 

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