Sicilia. Manifestazione pensioni: giovani alla fame, cambiate la Legge Fornero

2 aprile 2016. “Ogni anno centomila giovani vanno via dal Sud per cercare fortuna. Nel mercato del lavoro entrano dopo i trenta, persino dopo i trentacinque anni. Ma vivendo di precarietà e situazioni discontinue. Il sistema previdenziale contributivo è una condanna a morte per questa generazione che si ritroverà ultrasettantenne con pensioni da fame”. A dirlo Mimmo Milazzo, segretario della Cisl Sicilia, nella giornata di mobilitazione che lo ha visto a Siracusa e che ha portato Cgil Cisl e Uil a riempire le piazze d’Italia e in Sicilia dei nove capoluoghi di Provincia. Obiettivo: la modifica della legge Fornero. Non a caso, “cambiare le pensioni e dare lavoro ai giovani” è stato il leit-motiv della protesta, rilanciata sui social media con l’hashtag #giovaniepensioni. La legge Monti-Fornero, ha detto Milazzo affiancato dai leader locali di Cgil Cisl e Uil, è stata una gigantesca operazione di cassa fatta a danno di lavoratori e pensionati: un’operazione da 80 miliardi per il periodo 2013-2020, che ha introdotto elementi di “pesantissima rigidità”. A farne le spese, non solo chi oggi vorrebbe andare in pensione e non può. Sono anche i giovani, che hanno diritto a pensioni dignitose quando giovani non lo saranno più. È anche per questo, ha insistito il segretario, che “va consentito l’accesso flessibile al pensionamento e va rafforzata, per altro verso, la previdenza complementare”. “Che senso ha – si è chiesto - tenere forzatamente occupato chi ha una lunga vita professionale alle spalle quando i trentenni non lavorano e sembrano condannati a una vecchiaia di miseria?”. Per Milazzo, il sistema previdenziale va cambiato nel senso della solidarietà e dell’equità. Anche perché, oltre il 64 per cento di chi oggi una pensione ce l’ha, prende meno di 750 euro. Nel caso delle donne, supera addirittura il 78 per cento chi incassa un assegno così basso. Inoltre, per il segretario è importante riconoscere la specificità dei lavori, compreso quello di cura. Durante il comizio il numero uno della Cisl Sicilia ha pure ricordato la mobilitazione regionale annunciata da Cgil Cisl e Uil per il 7 maggio, a Palermo, “contro l’immobilismo del governo Crocetta”: “uno dei peggiori che la Sicilia abbia mai avuto”, ha rimarcato. “Avevamo sperato in una legislatura di riforme, ci siamo ritrovati di fronte un governo che non discute e non costruisce nonostante il fragore della crisi. E una politica autoreferenziale, interessata solo a conservare la poltrona”. “La vicenda dei rifiuti, delle Partecipate, della pubblica amministrazione, della formazione, dei fondi europei, sono emblema – secondo il segretario – dell’inconsistenza di una politica che preferisce galleggiare, brancolando nel buio, senza progetto né priorità né strategie”. E quanto ai Liberi consorzi e alle Città metropolitane, “hanno messo una toppa – ha sostenuto – sempre che regga. Ma ora auguriamoci che al più presto siano normalizzati i rapporti finanziari tra Stato e Regione e che ripartano i servizi alle comunità”.

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