Puglia. Fai Cisl Foggia: "Consorzi di Bonifica di Capitanata e del Gargano sono un modello di riferimento nel contesto pugliese"

Foggia, 8 aprile 2016 - “I Consorzi di Bonifica di Capitanata e del Gargano sono un modello di riferimento nel contesto pugliese. La Regione Puglia tenga conto dei risultati conseguiti e faccia pagare ai veri responsabili le conseguenze della crisi finanziaria del sistema regionale della bonifica”. La Fai Cisl di Foggia, di concerto con le R.S.A. dei Consorzi di Bonifica di Capitanata e del Gargano, interviene per fare alcune “doverose considerazioni, sia di carattere tecnico che politico, al fine di informare correttamente l’opinione pubblica e scongiurare inutili allarmismi tra i dipendenti e l’utenza dei servizi irrigui”. Il sindacato ricorda che “era il lontano 2001 allorquando la classe politica pugliese impose ai consorzi di non predisporre i piani di classifica, che stabiliscono i vantaggi che i consorziati ricevono dalle attività dei consorzi. Quella decisione, a 15 anni di distanza, si sta rilevando sciagurata ed irresponsabile, avendo impedito ai consorzi l’emissione delle cartelle esattoriali e, di conseguenza, di sostenersi economicamente, pagare regolarmente gli stipendi e programmare la manutenzione ai canali, al fine di impedire esondazioni e gestire le stagioni irrigue”. La Fai Cisl evidenzia però che “i consorzi foggiani non si trovano in queste condizioni, in cui sono gli altri 4 consorzi pugliesi, perché gli amministratori del Consorzio per la Bonifica di Capitanata e quelli del Gargano non diedero ascolto alle imposizioni poste dalla classe politica regionale di allora e redissero regolarmente i piani di classifica e successivamente emisero regolarmente le cartelle esattoriali”. La Fai sottolinea che “i consorziati hanno pagato regolarmente e, altrettanto regolarmente, i bilanci hanno permesso di sostenersi, pagare gli stipendi e tutelare il territorio, per quello che si poteva, perché - va anche detto - che la Regione ‘regolarmente’ non finanziava la pulizia del canali che il Consorzio di Foggia effettuava invece con regolarità. Tutto è stato regolare – rileva la Fai - nonostante la scellerata decisione politica di sospendere le emissioni delle cartelle, per calcolo politico e cavalcare un populismo che considerava e considera i consorzi come zavorre. Inoltre, in questi anni, i consorzi della provincia di Foggia hanno ideato un sistema di pagamento bonario, attraverso i MAV, con il quale si chiede di pagare un anticipo pari all'80% sul consumo di acqua. In questo modo, hanno incassato quanto spettava evitando così l'emissione di cartelle esattoriali”. Per la Fai Cisl, è quindi di grande rilievo “quanto accade da 15 anni a questa parte in provincia di Foggia, per non aver dato retta a una decisione sbagliata”. Si tratta della “miglior risposta a quella politica che oggi dileggia l'attività dei consorzi, confermata dalla percentuale dei MAV regolarmente pagati che arrivano a punte dell'85%. I consorziati consci del servizio ottenuto pagano infatti regolarmente, così come pagano per acqua, luce e gas. Al Consorzio di bonifica del Gargano i dipendenti vanno anche sul territorio per dare consulenza agli utenti”. Secondo la Fai Cisl, “la classe politica di oggi deve prendersi le responsabilità delle scelte fatte dai predecessori e far emergere le colpe”. Per il sindacato, “il risanamento dei consorzi non può passare sulla testa dei lavoratori che nulla hanno potuto in questi anni, e hanno subito una decisione tutta politica. Il contributo di solidarietà andrebbe chiesto – sottolinea la Fai Cisl territoriale - a chi ha prodotto lo sfascio”. L’auspicio della Fai è che “la soluzione alle difficoltà dei Consorzi possa passare attraverso l’elaborazione di un piano serio ed equilibrato da parte della commissione d’inchiesta interna, che sarà oggetto di valutazione e decisione del Consiglio Regionale, al fine definire opportunamente su chi far gravare i costi per il mantenimento dei Consorzi in difficoltà finanziarie”.

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