Lavoro. Sardegna: Utilizzo esagerato dei voucher segno di un mercato del lavoro sul quale le scelte della Regione non incidono

Cagliari, 16 aprile 2016. Dal mese di agosto 2008 al 31 dicembre 2015 in Sardegna sono stati venduti oltre otto milioni di voucher ( esattamente 8.148.336). Con questo sistema del buono lavoro sono stati pagati negli ultimi 8 anni 125.768 lavoratori. La progressione nel ricorso all’utilizzo dei voucher - annualmente la percentuale aumenta rispetto all’anno precedente – è segno che il sistema viene applicato non solamente, come inizialmente previsto, per lavori accessori di brevissima durata, ma come sostitutivo di rapporti di lavoro contrattualizzati. E’, questa, la dimostrazione che molte scelte operate dalla Regione per migliorare il mercato del lavoro sono state sostanzialmente inefficaci e che le notevoli risorse impiegate non hanno dato risultati apprezzabili né per restituire il lavoro a chi l’ha perso né sul fronte dell’occupazione giovanile. La progressiva estensione degli ambiti oggettivi e soggettivi di utilizzo del lavoro accessorio, inoltre, ha incrementato notevolmente la vendita dei voucher con punte superiori anche al 100% rispetto all’anno precedente. Un fatto – come attestato dalle allegate tabelle dell’Osservatorio Statistico INPS - verificatosi in Sardegna negli anni 2012 (+133% voucher venduti) e nel 2013(+119%), dell’82% nel 2014 e del 79% nel 2015. I voucher effettivamente riscossi sono stati complessivamente oltre 7 milioni in 8 anni ( N.B.voucher venduti sono riferiti all’anno di acquisto da parte del committente. Per i prestatori di lavoro accessorio le tabelle considerano l’anno in cui si è svolta l’attività pagata col voucher). Preoccupa fortemente la Cisl la crescita costante dei voucher venduti attraverso procedura telematica e sedi INPS cui devono obbligatoriamente rivolgersi i committenti imprenditori o professionisti. Un segno, questo, del diffondersi del precariato anche in aziende che potrebbero instaurare veri e propri rapporti di lavoro. Oppure anche forma mascherata di un lavoro che potrebbe essere a tempo determinato o indeterminato e invece è spalmato su diverse persone, soprattutto nei settori del Commercio e del Turismo. Altissimo il numero dei voucher venduti dai tabaccai: 2.739.816 nel 2015, il doppio rispetto al 2014. Il voucher di 10 euro destina alla contribuzione Inps 1,30 euro ( gestione separata INPS), all’Inail 0,70 euro e 0,50 euro alla gestione del servizio.. Come sempre chi paga tutto è il lavoratore, il cui compenso netto diventa pari a 7,50 euro/ora

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