Modena. La Dusmann Service taglia ore di lavoro e non trova accordo su ammortizzatori

Modena, 22 prile 2016. Non si è trovato l’accordo nell’incontro di ieri sulla procedura di mobilità aperta da Dussmann Service per i 46 full-time equivalenti - corrispondenti a circa 70 lavoratrici part-time - impiegate nelle pulizie degli ospedali di Carpi, Mirandola, Vignola, Castelfranco e Pavullo e nei poliambulatori dell’Ausl di Modena. Filcams Cgil e Fisascat Cisl criticano l’intransigenza di Dussmann Service che, di fronte alla ridefinizione dei servizi nei capitolati di appalto, ha individuato l’unica soluzione nel taglio delle ore di lavoro. Allo stesso tempo l’azienda si rifiuta di attivare la cigs in deroga o altre soluzioni conservative (ad esempio i contratti di solidarietà) in relazione ai singoli cantieri. «L’Ausl di Modena ha effettivamente proceduto a una riclassificazione dei servizi di pulizia, - spiegano Andrea Santoiemma e Veronica Marchesini (Filcams Cgil), Alessandro Martignetti (Fisascat Cisl Emilia Centrale) - ma a incidere più di tutto è il consistente ribasso d’asta (18 per cento) con cui Dussmann si è aggiudicata l’appalto. A margine della procedura di mobilità, l’azienda ha voluto mettere a verbale l’impegno “a individuare alternative al licenziamento finalizzate a ridurre, se non azzerare gli esuberi dichiarati”. Una frase che suona come una beffa visto, che a fronte del mancato accordo sindacale, non potrà tradursi che in accordi individuali per la riduzione delle ore lavorate, o comunque in accordi individuali peggiorativi della condizione di lavoro». I sindacati ricordano che già con l’attuale regime orario (la maggior parte è part-time), le lavoratrici e i lavoratori guadagnano in media 700-800 euro mensili. La riduzione di ore andrebbe quindi a incidere su stipendi già bassi, oltre che sul servizio di pulizia di ambienti sanitari che dovrebbero garantiti gli standard più alti. Per Cgil e Cisl l’obbiettivo finale di Dussmann è flessibilizzare al massimo il lavoro nell’appalto, tenendo in piedi la minaccia dei licenziamenti. Filcams e Fisascat, pur rimanendo disponibili a riprendere un confronto sugli ammortizzatori e soluzioni conservative per tutelare i lavoratori, terranno dalla prossima settimana le assemblee nei luoghi di lavoro e sono pronte a continuare la mobilitazione. Il primo appuntamento è previsto il 6 maggio con lo sciopero nazionale dei servizi (turismo, mense, terme, multiservizi, farmacie e commercio) per il rinnovo contrattuale. Ulteriori azioni di lotta saranno messe in cantiere anche dopo tale data. Filcams e Fisascat, che ribadiscono la preoccupazione per la tenuta dell’occupazione e degli standard di pulizia, chiedono nuovamente sia al committente – l’Ausl di Modena – che agli enti locali di farsi parte attiva nella vertenza e di incontrare i sindacati, non solo in modo formale, ma per trovare una soluzione condivisa.

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