Sardegna. I sindacati sollecitano alla Regione un maggior coinvolgimento nell'elaborazione del piano socio-sanitario- assistenziale e di prevenzione

23 giugno 2015. Anche una delegazione unitaria sarda sarà presente domani, 24 giugno 2015, alla manifestazione dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil in programma a Roma (piazza del Pantheon) per chiedere che, al momento della conversione in legge, sia migliorato il decreto del Governo sulle pensioni. Un miglioramento per renderlo più equo e rispondente alla sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito l'illegittimità del blocco delle pensioni fatto dalla legge Monti. In particolare Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil chiedono al Parlamento che sia ristabilito il montante delle pensioni in essere e sia incrementato il loro importo mensile per impedire che il danno verso gli over 65 diventi permanente.

Esattamente dal 1996 i pensionati vengono sistematicamente trascurati dal Governo, al punto che in quasi 20 anni il potere d'acquisto delle pensioni è diminuito di oltre il 35%. Un ridimensionamento economico particolarmente sentito in Sardegna, regione con nuclei familiari per la maggior parte monoreddito. Veder svanire nel corso degli anni quasi un terzo dell'indennità pensionistica, ha significato per molti entrare nel tunnel della povertà. Delle 173 mila famiglie in Sardegna nel 2014 certificate dall'ISTAT come povere, più della metà sono da ricercare tra gli oltre 570 mila pensionati sardi ( Inps +Ex Inpdap): sono i titolari di una pensione di poco superiore se non al di sotto di 700 euro.

Pensioni di fatto "tagliate", mentre sono rimaste intatte le tassazioni nazionali e regionali e quelle locali hanno registrato un continuo rialzo.

Questa condizione ha pesantemente compromesso la qualità della vita di molti pensionati sardi. Soprattutto le ricadute sociali dei tagli governativi richiedono l'intervento della Regione, chiamata a garantire la salute dei cittadini non solamente con cure mediche e interventi assistenziali, ma con organico piano socio-assistenziale concordato e programmato con i sindacati.

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