Ammortizzatori in deroga. Cisl Sicilia: ok all’accordo quadro firmato in Regione

Palermo, 1 giugno 2016. È stato sottoscritto oggi dall’assessore regionale alla Famiglia Gianluca Miccichè e dalle parti sociali, presente la dirigente generale del dipartimento Maria Antonietta Bullara, l’accordo quadro sugli ammortizzatori in deroga 2016. Il testo, segnala la Cisl che ha preso parte al tavolo con Giorgio Tessitore della segreteria regionale, contiene “alcuni punti qualificanti”. Così per l’inserimento nel campo d’applicazione degli ammortizzatori in deroga, dei lavoratori della formazione professionale “sia pure – precisa il sindacato - limitatamente alla disponibilità dei fondi derivanti dalla modifica del Pac”. In ogni caso, “è stato così risolto, finalmente, un annoso problema”. Quanto ai Pac, allo stato attuale, segnala il sindacato, la disponibilità di risorse dovrebbe essere sufficiente a dare copertura alle domande di Cig in deroga avanzate dagli enti di formazione nel 2014 e nel 2015. Il costo stimato per le istanze relative ai due anni, dovrebbe attestarsi sotto i 25 milioni. Quanto invece alla gestione delle pratiche, il punto tre dell’accordo prevede che gli uffici esitino le istanze datate 2014 e 2015, “secondo un rigoroso ordine cronologico”. Tra gli altri punti d’interesse, per la Cisl c’è la possibilità, adesso, che anche i lavoratori degli studi professionali si avvalgano degli ammortizzatori in deroga: “una questione che si trascinava da tempo”, rimarca Tessitore. Inoltre, l’attenzione riservata alle aree di crisi complessa di Gela e Termini Imerese. Insomma, dell’accordo quadro “diamo una valutazione complessivamente positiva – spiega Tessitore - in quanto sblocca la spesa dei primi nove milioni di euro assegnati dallo Stato alla Sicilia, evita il ripetersi delle scelte unilaterali fatte dalla Regione nel 2015, risolve questioni che, specificamente per i lavoratori della formazione e degli studi professionali, assumono grande importanza”. Ancora, “per la prima volta”, sottolinea la Cisl, l’intesa segna “un punto di condivisione tra parti sociali e Regione riguardo alla realizzazione su base consensuale delle scelte principali in materia di politiche attive del lavoro”.

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