Toscana. Metalmeccanici, otto ore di sciopero per il contratto Manifestazione regionale a Livorno il 10 Giugno

6 giugno 2016. Otto ore di sciopero e manifestazione regionale a Livorno venerdì 10 Giugno. E’ l’iniziativa indetta da Fim, Fiom, Uilm per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici.
Sono già una ventina i pullman prenotati per portare nella città dei quattro mori le tute blu da tutte le province toscane. Previsto un corteo per le vie della città, con concentramento alle ore 9,30 in piazza della Repubblica e comizio finale in piazza del Luogo Pio, con interventi delle delegate e dei delegati delle aziende toscane con le conclusioni, a nome di tutte e tre le sigle sindacali, affidate a Michela Spera della Segreteria nazionale Fiom-Cgil. Lo sciopero rientra nella mobilitazione nazionale che vedrà astensioni dal lavoro articolate a livello regionale nei giorni 9, 10 e 15 Giugno.
A presentare la manifestazione sono stati stamani i segretari regionali di Fim, Fiom e Uilm, rispettivamente Alessandro Beccastrini, Massimo Braccini e Vincenzo Renda: “Non permetteremo a Federmeccanica – hanno detto in conferenza stampa - di smontare il contratto nazionale. Non è in discussione tanto l’entità dell’aumento salariale, quanto l’impostazione stessa della contrattazione. Ci propongono uno schema che esclude dall’aumento in busta paga più del 90% dei lavoratori. Ma se i lavoratori non hanno soldi in tasca da spendere, com’è possibile far ripartire i consumi e l’economia di questo Paese ?”
“Il contratto nazionale – hanno aggiunto i tre segretari – è sempre stato una sorta di accordo tra produttori, aziende e lavoratori, contro la concorrenza sleale: una base di salario, diritti e sicurezza sotto la quale non si può andare. Facendolo saltare si aprono le porte al dumping più sfrenato, a danno dei lavoratori ma anche delle aziende migliori.”
“In Toscana sulle vertenze significative, dalla Kme alla Lucchini, siamo sempre stati uniti. Il fatto che lo siamo stavolta anche sul contratto rafforza le ragioni della nostra mobilitazione.”

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