Puglia/Basilicata. Agenzie interinali come alternativa al caporalato? Nidil – Felsa – Uiltemp, e’ la scoperta dell’acqua calda; lo diciamo da sempre

8 giugno 2016. Il lavoro interinale può essere la soluzione al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori in agricoltura. NIDIL-CGIL, FELSA-CISL e UILTEMP-UIL lo sanno bene e da sempre, tanto è vero che già a gennaio abbiamo chiesto un incontro che si è svolto il 15 marzo scorso quando siamo stati convocati in Regione Puglia dall’Assessore al Lavoro Sebastiano Leo insieme ad Assolavoro (l’Associazione di rappresentanza delle Agenzie per il Lavoro). Finalità dell'apertura del tavolo, è l'utilizzo di lavoro interinale in agricoltura come garanzia di legalità nei rapporti di lavoro, proprio a partire dalla natura stessa triangolare del contratto che prevede l'Agenzia per il Lavoro (ApL) come datore di lavoro. Come parti firmatarie del CCNL della somministrazione, inoltre, siamo tenute e disponibili ad incontrare i lavoratori per spiegare loro che la legge prevede la parità di trattamento salariale e previdenziale dei somministrati, anche in agricoltura. Per questo Nidil, Felsa e Uiltemp, prima ancora dell'apertura della stagione agricola, hanno proposto alla Regione Puglia ed Assolavoro e Assosomm la firma di un protocollo con le Agenzie per il Lavoro per l'utilizzo anche per l'utilizzo del sistema del trasporto pubblico locale per gli spostamenti dei lavoratori verso i campi. Siamo sconcertati di leggere sui quotidiani argomenti che già da tempo abbiamo proposto agli interlocutori istituzionali e datoriali e che, fino ad ora, non hanno ricevuto risposta. Il nostro muoverci in anticipo rispetto all’avvio della stagione che inizia a fine maggio con la raccolta delle ciliegie ha significato proprio voler essere pronti a combattere il caporalato non in emergenza, come avviene solitamente a partire da giugno, ma trovando prima la soluzione. Soluzione che non può ridursi ad un promuovere la propria agenzia interinale ma deve avere un respiro sistemico coinvolgendo tutte le agenzie attraverso le loro associazioni di rappresentanza: Assolavoro e Assosomm. “Il contrasto al lavoro nero ed al caporalato in agricoltura – sottolinea Anna Lepore, coordinatrice regionale del Nidil Cgil Puglia – passa attraverso un elemento apparentemente secondario, ma che invece riveste un ruolo centrale: il trasporto dei lavoratori. Sottrarre ai caporali la possibilità di reclutare manodopera da impiegare nei campi attraverso l’offerta del “passaggio” con i loro pulmini, passaggio che non è mai gratuito ma sempre a pagamento, sostituendolo con un servizio di trasporto pubblico che prelevi i lavoratori dalle fermate nei Comuni e li accompagni gratuitamente o a costi ridotti negli agri dove svolgeranno la loro giornata lavorativa, è una prima risposta di semplice realizzazione e di sicura efficacia che vanifica sul nascere qualunque tentativo di infiltrazione malavitosa nel mercato del lavoro agricolo”. “Fino a qualche anno fa – osserva Elena De Matteis Segretario generale della Felsa Cisl di Puglia – gli incontri con questa tipologia di lavoratori era agevolata dalla formazione su diritti e doveri nella somministrazione finanziata dal fondo bilaterale. 4 ore mai ben viste dall'utilizzatore che si vedeva arrivare in casa totalmente legittimato, anche grazie alla presenza delle ApL, il sindacato per parlare di diritti e doveri a persone che per tradizione e cultura nella agricoltura precaria, non hanno questi diritti. Da un po' di tempo queste ‘docenze’ sono quasi inesistenti”. “Tuttavia accogliamo positivamente la volontà delle APL a fare in modo da avere una gestione trasparente e legale del mercato del lavoro in agricoltura – spiega Nicola Russo, Segretario generale UilTemp Puglia ed è per questo che proponiamo un osservatorio della legalità gestito unitariamente da Regione Puglia, DDL, Assolavoro e Sindacati di categoria”.

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