Merloni. Il ricordo della Fim Cisl: "imprenditore dal volto umano che ha portato il saper fare italiano nel mondo"

Roma, 18 giugno 2016 - La Fim-Cisl nazionale e le Fim di Fabriano, Comunanza e Caserta si associano al dolore della famiglia per la scomparsa di Vittorio Merloni. Una figura di spicco dellíeconomia e dellíimprenditoria italiana che sulla falsariga del padre Aristide, ha dato lustro ad una terra mezzadrile, portandola ad essere una delle capitali mondiali dellíelettrodomestico bianco. Icona di uníeconomia senza fratture, quella della “Terza Italia”, la via “adriatica allo sviluppo capace di portare la Merloni Elettrodomestici, da realtà prevalentemente regionale di metà degli anni ottanta a leader mondiale del settore. Grazie ad una serie di azzeccate acquisizioni come: Indesit, Philco, Stinol, Hotpoint, líazienda divenne leader in alcuni mercati come quello russo, inglese o ancor prima quello cinese a forte espansione e che gli valsero anche la presidenza di Confindustria negli anni í80. Un imprenditore decisamente avanti nei tempi, come la decisione di tenere separata líazienda dalla famiglia, affidandone le chiavi dapprima a Francesco Caio, poi ad Andrea Guerra e poi a Marco Milani, i primi due veri gurù dellíeconomia italiana. Un imprenditore che lascia molti rimpianti nei suoi dipendenti, che lo hanno sempre considerato uno di loro, in quanto figura di una economia dal “volto umano” che forse oggi non cíè più. A volte un padre, un fratello, piuttosto che il padrone sul quale poter contare nei momenti di difficoltà. Ufficio Stampa Fim Cisl

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