Basilicata. Caporalato e ghetti: Fumarola (Cisl): "La Regione passi dalle buone intenzioni al confronto costruttivo"

1° Luglio 2016 -“E’ una vergogna, ad una settimana esatta dalla manifestazione contro il caporalato, in cui i sindacati nazionali di categoria della Cgil Cisl Uil hanno sfilato a Bari per dire basta allo sfruttamento dei braccianti nei campi e sancire il riscatto del lavoro agricolo, assistere all’orrore di nuove forme di affarismo che coinvolgono organizzazioni criminali nel reclutamento di persone disperate in cerca di un’occupazione”. Così il Segretario generale della Cisl Puglia Basilicata, Daniela Fumarola, sugli arresti effettuati dalle forze dell’ordine in provincia di Foggia. “Siamo nel pieno della stagione delle raccolte estive – osserva la sindacalista – quando migliaia di braccianti affolleranno le nostre campagne. Ma dall’anno scorso, quando persero la vita lavoratori stranieri e italiani, non è cambiato nulla”. Nonostante l’approccio propositivo della Regione Puglia “non sembra vicina alcuna soluzione che preveda dignità e sicurezza a chi viene pagato due euro all’ora. Il Presidente Emiliano, dovrebbe mettere in atto lo spirito del progetto pilota nazionale finanziato con risorse del Pon legalità per fronteggiare l’emergenza caporalato, riconoscendo e rafforzando il lavoro che sindacati, associazioni e Prefetture stanno portando avanti nei territori della Puglia dove si moltiplicano le iniziative a favore del lavoro buono e dei braccianti”. Secondo Fumarola la Regione Puglia dovrebbe passare dalle “parole ad una azione di contrasto effettivo, attuando quel necessario coordinamento proprio dell’attività regionale per evitare di assistere ancora a queste odiose forme emarginazione, di violenza, di sopruso, in cui donne e uomini vivono e lavorano in contesti disumani, esasperanti”. Il neo Segretario della Cisl interregionale ricorda, infine, che è “nei ghetti che si annidano il malaffare e lo sfruttamento degli immigrati, è ai margini dei campi coltivati che è necessario attivare servizi essenziali ai lavoratori: dai servizi di trasporto gratuiti all’istituzione di presidi sanitari mobili, dall’erogazione di acqua potabile al controllo delle condizioni di lavoro delle migliaia di persone che si riverseranno in questi giorni sui campi della Puglia. Tutti elementi di una battaglia di civiltà che un Paese come il nostro può vincere”.

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