Sardegna. Sindacati preoccupati per la gravissima crisi occupazionale scrivono al Presidente della regione

11 luglio 2016. "E' passato ormai quasi un mese dall’ultima occasione d’incontro, nella quale Lei aveva assunto l’impegno di riconvocarci presto sia per definire un punto formale di condivisione dei contenuti della prossima Intesa Governo-Regione, sia per avviare un confronto scadenzato tra OO.SS. e Giunta regionale rispetto alle diverse tematiche e vertenze settoriali e territoriali aperte, coinvolgendovi le nostre diverse strutture interessate - ad iniziare da quelle del territorio di Sassari, dove per questo si è svolto a fine maggio uno sciopero generale - e con un particolare ri¬guardo alla valutazione delle ricadute delle riforme e dei programmi in corso (sanità e assistenza sociale, riordino istituzionale, infrastrutture e opere pubbliche, progetti sviluppo locale, diritto allo studio)". E' quanto scrivono Cgil Cisl Uil sarde al presidente della regione Sardegna, On. Francesco Pigliaru.

"Avevamo anche convenuto -proseguono le sigle sindacali- che le politiche per il lavoro, per la loro trasversalità e importanza, meritassero un momento specifico di confronto in Presidenza e una modalità dedicata di monito-raggio costante sulle misure adottate, quelle da adottarsi e dei risultati raggiunti. Siamo, soprattutto, estremamente preoccupati per la gravissima crisi occupazionale che non ac¬cenna ad attenuarsi e per le condizioni del nostro mercato del lavoro, che espone dati in peggio¬ramento sui principali indicatori. Questo accade malgrado l’ingente mole di risorse disponibili e l’importante attività di programmazione regionale realizzata, a significare che, evidentemente, oc¬corre fare di più e soprattutto agire più rapidamente ed efficacemente. Le rinnoviamo, dunque, la richiesta di procedere come stabilito e di provare a strutturare meglio il dialogo con le scriventi OO.SS., perché il tempo trascorre e continuiamo a trovarci sistema¬ticamente di fronte ad atti e decisioni molto impattanti sul terreno della nostra rappresentanza sui quali non siamo stati coinvolti e non abbiamo potuto dare alcun contributo, vedendoci così re¬stringere i tempi e gli spazi per suggerire eventuali modifiche migliorative. Vorremmo, Presidente, che siano i fatti a smentire quanto ci capita talvolta di udire anche in ambienti vicini alla Giunta, che cioè la sottovalutazione del dialogo sociale, in special modo verso le grandi organizzazioni di massa, che riscontriamo anche nel comportamento degli Assessori, sia frutto non soltanto di un gravoso carico d’impegni, che rispettiamo, quanto di un esplicito indirizzo politico a Lei attribuito, poiché -concludono- diversamente non ci resterebbe che prenderne atto ed esprimere, di conseguenza, in altri modi e forme le nostre valutazioni e rivendicazioni"

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