Edilizia. Feneal, Filca, Fillea Marche: presidio in Regione per dire “No alla chiusura del cementificio Sacci”

Ancona, 19 luglio 2016. Oltre una cinquantina dei 71 dipendenti del Cementificio ex Sacci di Castelraimondo in presidio stamattina sotto Palazzo Leopardi della Regione Marche per dire “No alla chiusura del cementificio Sacci”. Futuro davvero incerto per i lavoratori dello stabilimento di Castelraimondo. Aperta, da alcune settimane, la procedura di mobilità per tutti i 71 lavoratori rimasti, dopo la cassa integrazione a zero ore, e se non ci saranno novità dal 1° di ottobre saranno tutti licenziati. «Abbiamo chiesto alla Regione di aiutarci per fare in modo che siano previsti altri ammortizzatori sociali e per questo confidiamo nell’ apertura di un tavolo al Ministero dell’economia e dello sviluppo economico affinché si possa gestire complessivamente la vertenze del Cementificio Sacci . – affermano i sindacati in presidio con i lavoratori - Abbiamo chiesto alla Regione di farsi parte attiva per avviare un’ interlocuzione con il gruppo Caltagirone che sta acquisendo la Sacci per capire il reale futuro del cementificio e soprattutto se ci saranno opportunità di occupazione per i lavoratori. » Alla mobilitazione, indetta dai sindacati di categoria, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil, contro il licenziamento di tutti i dipendenti e per evitare la definitiva chiusura dello stabilimento di Castelraimondo, erano presenti insieme ai lavoratori e ai rispettivi rappresentanti sindacali anche i Sindaci di Castelraimondo e Gagliole. Il presidio si è concluso nella tarda mattinata con l’impegno dell’assessore al Lavoro, Loretta Bravi e dell’assessore all’Ambiente, Angelo Sciapichetti, a convocare al più presto i vertici della nuova società Cem 15 del Gruppo Caltagirone. I sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil inoltre esprimono forte preoccupazione e respingono al mittente quanto riportato oggi dalla stampa: “la Cementir Italia ha sempre considerato il perimetro del ramo di azienda oggetto di trasferimento al netto della forza lavoro dello stabilimento di Castelraimondo”.

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