Puglia. Opere pubbliche nel Salento: servono date e tempi certi dell’avvio di lavori non più procrastinabili

Lecce, 16 settembre 2016. "La misura è colma. Come Organizzazioni sindacali riteniamo di essere stati, con grande senso di responsabilità, sempre disponibili e rispettosi con le Istituzioni a cui abbiamo chiesto, in tempi non sospetti, un intervento concreto che aiutasse a risolvere una situazione resa ancora più difficile dall’atteggiamento di chiusura dell’azienda. Ma da parte dei nostri interlocutori stiamo raccogliendo soltanto rinvii e rassicurazioni. Oggi prendiamo amaramente atto che quello istituzionale continua ad essere un sentiero lastricato di buone intenzioni che non aiuta a risollevare gli animi di centinaia di lavoratori, in balia dell’incertezza più totale circa il proprio futuro occupazionale". Lo hanno dichiarato in un comunicato  stampa unitario i segretari generali Cancelli, Congedo ed Esposito di Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil di Lecce. "È bene ricordare il comportamento - che con un eufemismo definiamo stigmatizzabile – delle aziende del Gruppo Palumbo, che inizialmente, in sede prefettizia, si erano dimostrate disponibili a far accedere i lavoratori ad ammortizzatori sociali in deroga e che, nel giro di pochi giorni, hanno inspiegabilmente fatto dietrofront spedendo le lettere per il licenziamento collettivo del personale dipendente e producendo il mancato accordo con le organizzazioni sindacali".
È bene ricordare poi che, solo grazie all’insistenza e alle lettere di queste organizzazioni sindacali, sono stati accelerati i tempi di convocazione del tavolo in Prefettura entro il mese di agosto e sollecitati i pareri di Anas e Regione.
In un territorio che di tutto ha bisogno tranne che di tenere ferme importanti opere pubbliche (non soltanto la strada 275, ma anche la Regionale 8 e i sottopassi di San Cesario e Sternatia) assistiamo a uno scenario non più tollerabile. Le rassicurazioni e i continui rinvii non servono a nessuno: né ai lavoratori, né al territorio. Servono date e tempi certi dell’avvio di lavori non più procrastinabili.
Assistiamo oggi a una deprecabile strumentalizzazione del disagio dei lavoratori: condizione aggravata dall’incertezza generale in cui questi lavoratori vivono, per responsabilità dell’Azienda, ma anche – ci dispiace dirlo - delle Istituzioni che continuano a dilatare i tempi senza offrire alcuna prospettiva, né occupazionale, né di sostegno al reddito.
Corre per noi l’obbligo di chiamare a responsabilità tutto il mondo delle istituzioni e della politica di questo territorio, a cui chiediamo di impegnarsi in modo deciso all’ottenimento di risposte in tempi rapidi.
Apprendiamo dalla stampa l’ennesimo annuncio circa lo sblocco dei lavori della Regionale 8: invitiamo la Regione Puglia a dare certezza dei tempi, perché si tratta dell’opera che darebbe una boccata d’ossigeno al maggior numero dei lavoratori interessati dai licenziamenti.
E lo stesso richiediamo alla Provincia di Lecce che da tempo promette l’avvio dei lavori sui sottopassi di San Cesario e Sternatia, lavori che ad oggi risultano ancora fermi.
Chiediamo che Anas assuma, quanto prima, la migliore soluzione possibile affinché sia finalmente avviata l’opera della 275, definita, come la Regionale 8, “strategica per lo sviluppo e la sicurezza del nostro territorio” e che è invece diventata uno dei simboli delle incompiute del nostro Paese.
Esprimiamo delusione e disappunto per l’esito dell’incontro a Roma del Prefetto di Lecce: è impensabile che, giunti a questo punto, si debba riportare al territorio, per giunta soltanto a mezzo stampa, un’ennesima rassicurazione da parte del Governo sul possibile avvio dell’opera, senza alcuna data certa.
Abbiamo apprezzato il merito delle dichiarazioni degli scorsi giorni del viceministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova: riteniamo però necessario che dalla disponibilità enunciata si passi ai fatti, con un’azione incisiva da parte del Governo per richiamare a responsabilità l’azienda e per individuare tutte le soluzioni atte a dare concrete prospettive ai lavoratori e alle loro famiglie.
Come organizzazioni sindacali riteniamo non più procrastinabile ogni azione volta a dare risposte efficaci a centinaia di lavoratori, giunti ormai a un livello di esasperazione preoccupante, e a un territorio già colpito da una grave crisi occupazionale e privo di infrastrutturazioni e collegamenti indispensabili per il suo futuro.

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