Piemonte. Lunedì 20 Assemblea Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl con parlamentari piemontesi su riforma province e decreo enti locali

L'incontro si svolge, dalle ore 10 alle 13, nella "Sala Buozzi" della sede regionale Uil, in via Bologna 11, a Torino

Continua la mobilitazione delle federazioni del Pubblico Impiego di Cgil Cisl Uil Piemonte sulla Riforma delle Province e del Decreto legge Enti Locali (n. 78/2015). I segretari regionali delle tre federazioni, Gianni Esposito (Fp Cgil), Daniela Volpato (Cisl Fp) e Roberto Scassa (Uil Fpl) hanno scritto nei giorni scorsi ai parlamentari piemontesi, invitandoli a un confronto con i lavoratori, con l'obiettivo di discutere dei punti critici e soprattutto degli effetti che il Decreto produrrebbe sul territorio.
L'incontro si svolge lunedì 20 luglio, dalle ore 10 alle ore 13, nella "Sala Buozzi" della sede regionale Uil, in via Bologna 11, a Torino. Hanno assicurato, ad oggi, la loro presenza i senatori, Stefano Lepri e Stefano Esposito del Pd, Lucio Malan di Forza Italia e la deputata Cristina Bargero del Pd.

"Egregi Onorevoli - scrivono i segretari Fp-Cgil Cisl----Fp Uil-Fpl, Esposito, Volpato e Scassa - la riforma della governance territoriale, inaugurata con la discussa legge Delrio, sta subendo una preoccupante battuta d'arresto. Le Regioni mostrano pigrizia e approssimazione nel predisporre i testi di legge per la ridistribuzione delle funzioni provinciali e per la ricollocazione del personale provinciale interessato dal riordino, fra insidiose difficoltà di interpretazione autentica delle norme e evidenti problemi di carattere finanziario. Alla vigilia della pausa estiva in nessun territorio si è registrato il trasferimento di funzioni e di personale e gli Enti d'area vasta continuano ad esercitare le medesime funzioni e a sostenere i medesimi costi, ma in un mutato quadro di generale assottigliamento delle risorse economiche e di deterioramento di capacità amministrativa e gestionale".
Secondo Fp-Cgil Cisl-Fp Uil Fpl Piemonte: "Il Decreto legge n.78/2015 - Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali - entrato in vigore il 20 giugno 2015, interviene ad appesantire le questioni aperte. Scaricare, infatti, sulle Regioni anche la materia del servizi per il lavoro, stanziando risorse assolutamente insufficienti, significa offrire a queste un'ulteriore pretesto per procrastinare decisioni che sono di interesse cruciale per gli utenti - cittadini e imprese - e per i lavoratori. Analogamente, per la Polizia Provinciale, l'assimilazione che ne fa il Decreto alle polizie municipali dimostra che non vi è consapevolezza della dimensione e della delicatezza della materia ambientale, che non si vuole riconoscere ai circa 2000 agenti di polizia provinciale la specificità professionale maturata in decenni di servizi e che non ci si vuole sforzare nemmeno di contestualizzarla adeguatamente all'interno di competenze e funzioni comunali che, nella migliore delle ipotesi, sarebbero tutte da inventare e da sostenere economicamente". Per Esposito (Fp Cgil), Volpato (Cisl Fp) e Scassa (Uil Fpl): "Il decreto Enti Locali, non fa altro che ostacolare anziché facilitare e sciogliere il percorso di riforma. Una riforma tradita fin dall'inizio in quelle che erano apparse anche delle buone intenzioni - ovvero di ridefinire l'intera architettura di un sistema - attuate invece attraverso istruzioni estemporanee e totalmente prive di un coordinamento e di un filo logico".

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