Calabria. Cisl e Fai: la legge sul Caporalato è importante anche per la Calabria. Ora rinnovare i contratti provinciali agricoli

Lamezia Terme, 22 ottobre 2016. “L’approvazione da parte del Parlamento della Legge sul Caporalato rappresenta un risultato importante da sempre perseguito dalla CISL che, insieme alla FAI, in questi anni non ha mai fatto mancare il proprio contributo per il raggiungimento di tale obiettivo. Finalmente ci si viene a dotare di uno strumento normativo che avrà sicuramente ripercussioni positive anche per la nostra Regione che, come si sa, storicamente registra percentuali altissime di lavoro nero e sommerso soprattutto nel comparto dell’agricoltura, dove il tasso di irregolarità raggiunge il 50,8%.”- Dichiarano il Segretario Generale Cisl Calabria, Paolo Tramonti e Michele Sapia, Segretario Fai Cisl Calabria. “In questo senso va sottolineato come una situazione del genere ha comportato e comporta costi elevatissimi sia in termini di risorse finanziarie sottratte alla collettività, sia per la sistematica violazione degli obblighi di natura fiscale e contributiva a cui si aggiunge la mancanza di ogni tutela per i lavoratori interessati, spesso privati di ogni diritto anche in materia di sicurezza sul lavoro.” – Proseguono i due segretari “Una situazione di vero e proprio sfruttamento a danno dei più deboli non più tollerabile! Per questi motivi, nell’attesa che siano resi al più presto operativi gli effetti della legge, vanno potenziati i sistemi di controllo e vigilanza attraverso il rafforzamento degli organici e dei mezzi degli uffici competenti. La stessa presenza del Ministro delle Politiche Agricole On. Martina a Rosarno lunedì prossimo è un segnale forte se si considera che proprio da Rosarno un anno fa le segreterie nazionali di FAI, FLAI e UILA lanciarono un messaggio chiaro a tutto il Paese per sollecitare il Governo ad emanare con urgenza provvedimenti contro il caporalato. La CISL Calabria e la FAI Cisl Calabria parteciperanno alla conferenza stampa a Rosarno, ma chiedono di valorizzare anche quei modelli partecipativi, come la contrattazione di secondo livello, il rinnovo dei contratti provinciali agricoli e la bilateralità che sono leve formidabili per governare il mercato del lavoro e l’incontro tra domanda e offerta sui territori.” – Concludono Tramonti e Sapia a commento dell’approvazione del nuovo testo sul Caporalato

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