Sicilia. Poste: sciopero generale dei sindacati di settore venerdì 4 contro i piani nazionali di privatizzazione

Palermo, 31 ottobre 2016. Resteranno chiusi venerdì in Sicilia gli uffici postali, per lo sciopero generale nazionale dei lavoratori delle Poste, proclamato da Cgil, Cisl, Confsal, Failp e Ugl. E anche nell’Isola i dipendenti scenderanno in piazza. Sfileranno a migliaia dalle 10,30 alle 13, a Palermo, da piazza Alcide de Gasperi alla sede regionale dell’azienda. A darne notizia oggi la Slp Cisl Sicilia, che rende noto che nel capoluogo dell’Isola “arriveranno trenta pullman da tutte le province, oltre ai tantissimi lavoratori che si stanno organizzando con mezzo proprio, preoccupati per il futuro dell’azienda, dell’occupazione, e delle loro famiglie”. Inoltre, informa la Slp Cisl regionale che una delegazione di dipendenti delle sedi siciliane sarà presente a Roma davanti al palazzo delle Poste, all’Eur, per la manifestazione nazionale. “Da mesi – precisa Giuseppe Lanzafame, segretario Slp Cisl Sicilia – tutte le organizzazioni sindacali manifestano, organizzano sit-in, levano denunce sui media e anche coinvolgendo politici di maggioranza e opposizione, per scongiurare la svendita di Poste ribadita dal Governo ancora nel Documento di programmazione presentato per il prossimo triennio”. Il sindacato dice no alla privatizzazione, spiega sottolineando che “chiediamo un nuovo assetto per il settore della logistica e del recapito ma che sia sostenuto da investimenti e non da tagli”. Al no alla privatizzazione, però, si sommano altre ragioni di perplessità. E diversi motivi di disagio. Ne fa l’elenco la Cisl: “dalla disorganizzazione – si legge in una nota – per la quale assai spesso gli utenti ricevono la posta in ritardo, al clima di intimidazione che vige in azienda, con troppi procedimenti disciplinari”. Ancora: “ai ritardi ingiustificati nella trasformazione da part time a full time di 1000 ragazzi; alle pesanti pressioni commerciali”. Poi, c’è il doppio nodo, della “spregiudicatezza con cui ci si vorrebbe disfare di servizi a basso reddito e piccoli uffici, nonostante la loro pubblica utilità”; e della “inesistenza di un piano di sviluppo che sia davvero tale”: che garantisca cioè, puntualizza Lanzafame, i cittadini da una parte, gli oltre diecimila dipendenti siciliani e i 140 mila in tutta Italia, dall’altra. In Sicilia, in base alle leggi sui servizi di pubblica utilità, puntualizza la Cisl, saranno aperti 44 sportelli su 900: per garantire servizi essenziali come l’accettazione, le raccomandate, i telegrammi.

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