Cisl Emilia Romagna: «Welfare di comunità, pronti a dare nostro contributo». Piace al sindacato l'idea nata nel distretto di Vignola

21 luglio 2015. Piace alla Cisl il concetto di "welfare di comunità" su cui stanno ragionando a Vignola l'Asp (Azienda servizi alla persona) "G. Gasparini", l'Unione Terre di Castelli e la Regione. «L'idea rientra nel "patto di comunità" che noi vorremo stringere anche nel distretto di Vignola - afferma William Ballotta, segretario generale della Cisl Emilia Centrale - Si tratta di un tavolo tra istituzioni, sindacati, imprese e associazionismo per rilanciare il territorio, sul modello dei patti firmati il 29 ottobre 2014 a Modena e il 12 febbraio 2015 nel comprensorio ceramico». Ballotta ricorda che la Cisl è sempre stata favorevole a coinvolgere il privato sociale nella progettazione e gestione dei servizi alla persona, a maggior ragione ora che il calo delle risorse pubbliche richiede forme nuove e strumenti innovativi di welfare. Il segretario Cisl sottolinea che nel distretto di Vignola si stanno portando avanti da anni con successo esperienze, come il Coiss (Consorzio intercomunale servizi sociali) e l'Asp, che hanno creato tra i dipendenti pubblici un'abitudine a lavorare insieme andando oltre municipi e campanili. «C'è già un know how pronto a essere condiviso con altri soggetti e a farsi contaminare da esperienze diverse. Tuttavia - aggiunge il segretario Cisl - occorre che qualunque nuova forma di welfare faccia parte di un disegno più ampio e complessivo finalizzato al rilancio del territorio. Ecco perché noi parliamo di "patto di comunità", all'interno del quale il welfare gioca naturalmente un ruolo molto importante». La Cisl ricorda che nel distretto di Vignola ci sono circa 3 mila disoccupati, il 60 per cento dei quali donne. «È indispensabile ricominciare a creare lavoro cercando di cogliere i primi timidi segnali di ripresa che arrivano dai mercati esteri - spiega il responsabile della Cisl di Vignola Maurizio Brighenti - Bisogna aiutare le imprese a restare sul territorio rendendolo più competitivo, perché in un'economia globalizzata la singola competitività aziendale non basta più. È di vitale importanza favorire l'innovazione tecnologica, di prodotto e processo, la formazione continua dei lavoratori, una logistica più efficiente, trasporti più rapidi, minori costi energetici, aree dedicate alla ricerca e sviluppo delle imprese, rilancio dell'istruzione e formazione tecnica, un più stretto rapporto università-imprese, semplificazione burocratica, fiscalità di vantaggio. Sono tutti aspetti - conclude il responsabile della Cisl di Vignola - su cui si può intervenire anche a livello locale».

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