Puglia.Vertenza Cementir Taranto, spiragli positivi per i lavoratori diretti. Confronto aperto per i dipendenti dell'appalto

24 novembre 2016 - Ancora un incontro interlocutorio, quello di stamani al Ministero del Lavoro per la vertenza Cementir, nel corso del quale tuttavia sono emersi spiragli positivi per i 47 dipendenti diretti dello stabilimento ionico, già compresi nei 106 licenziamenti complessivi annunciati dal Gruppo Caltagirone per tutti i propri stabilimenti in Italia. “Il nostro territorio è riconosciuto come area industriale di crisi complessa – riferisce Vito Lincesso, segretario generale Filca Cisl Taranto Brindisi – e ciò consentirebbe, a differenza di altri, la concessione di dodici mesi di cassa integrazione straordinaria (cigs), perciò come sindacato territoriale insieme con l’Azienda solleciteremo il ruolo attivo della Regione Puglia, perché assuma l’impegno di ricollocare questa forza lavoro attraverso i centri per l’impiego e di consentire la decorrenza della stessa cigs entro il corrente anno solare.” Il crono programma concordato, per l’intera vertenza, prevede un ulteriore incontro il prossimo 29 novembre al Ministero dello sviluppo economico, con Ministero del Lavoro, l’Azienda e i sindacati, per ricercare un’intesa a valere per tutti gli stabilimenti Cementir in Italia, ovvero la possibilità di poter utilizzare le disponibilità finanziarie messe in campo dal governo in materia di ammortizzatori sociali. “A seguire, il successivo 5 dicembre dovremmo procedere alla sottoscrizione dell’accordo generale definitivo – aggiunge Lincesso - che riguarderà, ovviamente, anche il sito ionico perché a seguire chiederemo alla Regione di sottoscrivere l’accordo nei termini sopra richiamati e con particolare urgenza, così da consentirci di tornare ancora una volta al Ministero e di sottoscrivere l’accordo definitivo di cigs per i 47 di Taranto.” Antonio Arcadio, segretario generale Fisascat Cisl Taranto Brindisi puntualizza “siamo preoccupati in quanto nel corso della trattativa, nessun cenno diretto è stato fatto alla situazione degli undici dipendenti della Ditta Pulisan, inquadrati contrattualmente all’interno del cementificio ionico nel settore pulizie civili ed industriali” i quali in caso di parziale o totale chiusura dello stabilimento ionico non potrebbero godere di ammortizzatori sociali. “Ovviamente l’impegno sindacale per rivendicare con forza al Ministero dello Sviluppo economico l’autorizzazione a loro favore di misure alternative di ristoro sociale – conclude Arcadio – è una partita che per noi rimane tutta aperta”.

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