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G20: parti sociali protagoniste a Cannes

Complici la crisi finanziaria ed economica e il disorientamento dei Governi, oggi il ruolo del Sindacato internazionale sta diventando indispensabile, non solo per quello che rappresenta, ma per quanto sta proponendo sulle questioni della crescita e del lavoro. Grande soddisfazione per la delegazione sindacale internazionale di ritorno da Cannes. Ormai consolidato il rapporto di interlocuzione del Labour 20 (le Confederazioni Sindacali dei 20 Paesi) e del Business 20 ( le Organizzazioni imprenditoriali) che fanno un percorso di preparazione, con una tappa intermedia che prevede l’incontro con i Ministri del Lavoro, prima degli appuntamenti con il Vertice dei Capi di Stato e di Governo, non si era però mai registrato un tale tasso di attenzione rispetto alle indicazioni ed alle proposte scaturite dai documenti dalle parti sociali delle 20 maggiori economie mondiali. C’è stata a Cannes perfino una “dichiarazione comune” di imprenditori e sindacati che ha richiamato l’attenzione dei 20 “Grandi”. Complice sicuramente anche la crisi finanziaria ed economica e il disorientamento dei Governi, consapevoli di non potersi concentrare esclusivamente sulle misure di tipo finanziario ma chiamati a grandissima responsabilità di fronte alle questioni della crescita e dell’occupazione, il ruolo del Sindacato internazionale è parso diventare indispensabile, non solo per quello che rappresenta, ma per quanto sta proponendo. Solo l’esempio della questione della tassa sulle transazioni finanziarie rende bene la nuova situazione: non più una affermazione di principio come poteva apparire al tempo della formulazione del premio Nobel Tobin, e già nelle piattaforme Congressuali dell’allora ICFTU (dal 1996), quando qualche commentatore paragonava il sindacato internazionale ad un cagnolino che abbaiava inutilmente fuori dalla porta e il G 7 di Denver concedeva sul tema soltanto qualche sorriso di comprensione e qualche generoso commento, oggi a Cannes il tema è stato invece oggetto di seria valutazione tra il Presidente degli Usa Obama e il Presidente francese Sarkozy, dopo la decisione già assunta dall’UE. Infatti l’Unione Europea ha fatto una scelta assolutamente storica, pochi giorni dopo l’incontro di Parigi dei Ministri del Lavoro del G 20 di fine settembre, quando era toccato al Segretario Generale della Cisl Bonanni esprimersi proprio su questo tema. “Le risorse di una imposta sulle transazioni finanziaria hanno una funzione “risarcitoria” rispetto alle grandi povertà determinatesi a seguito di spregiudicati comportamenti del mondo finanziario” - aveva detto il Segretario della Cisl - e possono essere impiegate anche per rimpinguare le casse esangui degli Stati più industrializzati che fanno fatica a garantire sistemi di protezione e ammortizzatori sociali”. L’interesse nei confronti del Sindacato è stato confermato dalla grande attenzione riservata dai grandi interlocutori istituzionali: in primis il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki Moon (era la prima volta in assoluto che il Segretario dell’ONU incontrava i rappresentanti dei lavoratori), che ha sottolineato di aver “scelto” il Labour 20 prioritariamente tra tutti gli altri incontri nel quadro del G20, o la direttrice del FMI Christine Lagarde, che ha ribadito l’indispensabilità del rapporto tra FMI e Organizzazione Internazionale del Lavoro e si è soffermata a offrire suggerimenti tecnici per evitare pericolo di “vuoti giuridici” nell’applicazione della Tassa sulle transazioni finanziarie; o ancora il Presidente della Commissione UE Barroso, il direttore del WTO Pascal Lami, quello della Banca Mondiale Robert Zoellick, Somavia dell’OIL e Gurria dell’OCSE. Ed è diventata ormai prassi comune realizzare anche incontri bilaterali tra delegazioni ristrette dei rappresentanti sindacali con i leaders politici presenti: oltre all’incontro con i leaders europei (il Presidente Sarkozy ha invitato a pranzo i leaders sindacali a Parigi nel giorno di apertura del G 20), hanno ricevuto i sindacalisti il Presidente Barack Obama (molto in sintonia con gli orientamenti della delegazione), il primo ministro giapponese Yoshihiko Noda, il primo ministro australiano Julia Gillard, la Presidente argentina Cristina Kirchner . “I leaders hanno compreso che questa è una profonda crisi di disoccupazione. La realtà con la quale si confrontano è durissima e le misure di austerità assunte non hanno funzionato, per cui il malessere sociale sta aumentando” ha commentato Sharan Burrow, il Segretario Generale della Confederazione Internazionale dei Sindacati. Il comunicato finale del G 20 afferma la necessità di una strategia globale per la crescita e l’occupazione e l’impegno per la costituzione di un gruppo di lavoro sull’occupazione che lavorerà in vista del G 20 che si celebrerà l’anno prossimo in Messico. I ministri del lavoro francese e messicano, incontrando la delegazione sindacale internazionale a Cannes, si sono impegnati a lavorare congiuntamente con le parti sociali fin dal primo giorno della costituzione del gruppo di lavoro. Soddisfatta anche per l’impegno assunto dal G 20 sulla “regolazione finanziaria”, Sharan Burrow non nasconde però le sue preoccupazioni rispetto al fatto che non sono state ancora varate misure internazionali effettive per l’adozione della tassa sulle transazioni finanziarie (TFF) : “ …il potere della finanza continua ad impedire che il mondo benefici di un rilancio economico sostenibile”.

Giuseppe Iuliano Cisl – Dipartimento Politiche Internazionali

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