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I Ministri del Lavoro del G20 incontrano a Mosca le Confederazioni Sindacali

 La Presidenza Russa del G20 si confronta con uno dei passaggi più critici rispetto alla crisi finanziaria ed economica che da ormai 5 anni flagella l’intero pianeta: un ulteriore approfondimento della recessione in Europa e lo stallo che si registra nelle cosiddette economie “emergenti” sono lo sfondo dello scenario rispetto al quale i Ministri del Lavoro e delle Finanze dei 20 Paesi leaders dell’economia e del commercio mondiale elaborano in questi giorni a Mosca la loro piattaforma da presentare al Vertice G20 dei Capi di Stato e di Governo che si realizzerà all’inizio di settembre a San Pietroburgo. Come è ormai consuetudine, frutto di un lungo e positivo lavoro internazionale che ha permesso al Sindacato mondiale di essere un interlocutore riconosciuto in questi appuntamenti internazionali, si è riunito a Mosca il Labour 20, piattaforma sindacale guidata dal Segretario Generale dell’ITUC Sharan Burrow e dal Segretario Generale del TUAC John Evans per presentare le proprie osservazioni e proposte ai 20 Ministri del Lavoro e delle Finanze. Circa 50 delegati sindacali dei 20 paesi si sono dati appuntamento a Mosca, presenti anche Cgil, Cisl e Uil con i rispettivi Dipartimenti Internazionali e la Segretaria Generale della Cgil Susanna Camusso, che per accordi interni unitari ha preso la parola per l’Italia nel confronto diretto con i responsabili dei dicasteri governativi del G20. Un confronto positivo, con la ricerca di un consenso su punti programmatici essenziali, è stato realizzato anche con la Business 20, la piattaforma delle organizzazioni imprenditoriali dei Paesi del G20 riunita in forma parallela in altra sede sempre nella capitale russa. Crescita “sostenibile”, “verde” e inclusiva, creazione di posti di lavoro di qualità, regolazione dei sistemi finanziari, riforme dei sistemi fiscali, sono i temi sul tavolo a fronte degli interlocutori dei gabinetti del lavoro e delle finanze dei 20 paesi, con una proposta molto specifica con cui si invitano i Governi dl G20 a tradurre gli impegni passati e futuri in politiche concrete. “ Dobbiamo stimolare la domanda aggregata, migliorare la qualità dell’impiego, garantire gli investimenti per le infrastrutture, una vera giustizia fiscale e la definizione di norme sul lavoro” sostiene John Evans, “…i Ministri del Lavoro e delle Finanze del G20 hanno l’opportunità di incrementare gli investimenti nelle infrastrutture e nelle qualificazioni per ridurre l’informalità e creare posti di lavoro dignitosi nelle piccole e medie imprese”. “Per ottenere una ripresa del lavoro abbiamo bisogno di riforme fiscali, strategie per i giovani e una prospettiva nelle forme di un Piano Marshall per l’Europa” ha precisato Sharan Burrow, di fronte al Viceministro del lavoro russo Aleksey Vovchenko ed alla “sherpa” della Presidenza russa del G20 Kseniya Yudayeva, in presenza del Direttore generale dell’ILO Guy Ryder e del Segretario Generale dell’OCSE Angel Gurria. Questi i punti chiave del Labour 20 che sono stati presentati con un documento approfondito: superamento delle politiche di austerità per aumentare la domanda, investimento in infrastrutture, eliminazione dell’evasione fiscale delle multinazionali, investimenti in programmi attivi del mercato del lavoro con attenzione ai giovani, riduzione delle disuguaglianze aumentando i redditi bassi, riduzione dell’informalità e sostegno all’impiego nelle piccole e medie imprese, rispetto infine degli impegni già assunti dal G20 attraverso la “Task force” per l’occupazione. Intervenendo per la Cisl abbiamo ricordato l’intervento al G20 sotto Presidenza francese del Segretario Generale Bonanni, che pose l’accento sullo strumento della Tassa sulle transazioni finanziarie per recuperare risorse ai fini degli investimenti di medio e lungo periodo per la crescita, sottolineando l’importanza di un impegno di tutti per l’applicazione su base universale dell’imposta, oggi avviata soltanto in 11 paesi dell’UE nei quali già si registrano i primi decrementi delle transazioni finanziarie. Nell’incontro diretto con i Ministri, Susanna Camusso ha ricordato come le posizioni di Cgil, Cisl e Uil si sposano perfettamente con i punti del documento del Labour 20, facendo riferimento all’esperienza italiana ha puntualizzato come il governo abbia risposto alla mobilitazione sindacale solo rinforzando gli ammortizzatori in deroga, senza cercare di accompagnare queste misure indispensabili con una politica che rafforzasse il tessuto economico e rendesse possibile le transizioni verso posti di lavoro più solidi. Dopo cinque anni di crisi si conferma come i soli ammortizzatori siano insufficienti a tutelare i posti di lavoro, mentre bisogna modificare il quadro macroeconomico con investimenti pubblici mirati, una riforma fiscale che riduca le tasse sul lavoro, il sostegno alla creazione di posti di lavoro stabili, il rafforzamento delle istituzioni pubbliche per un mercato del lavoro attivo. “E’ necessario ripensare la politica economica nell'Unione Europea e nel nostro paese” ha detto la rappresentante italiana, “affinché il tessuto industriale sia indirizzato verso le produzioni innovative ed in grado di diffondere nell'economia il valore della sostenibilità ambientale, così come la promozione e la partecipazione a catene globali del valore basate sulla qualità dei posti di lavoro e non sulla violazione dei diritti e delle regole”. Dall’inizio della crisi nel 2008 ci sono state 8 riunioni del G20, i Ministri delle Finanze si sono riuniti ben 20 volte mentre soltanto tre sono stati gli appuntamenti dei Ministri del Lavoro e soltanto una volta si sono riuniti congiuntamente i Ministri del Lavoro e quelli delle Finanze. I Sindacati del G20 hanno elaborato già 11 posizioni ufficiali con documenti che tengono conto delle risoluzioni dei Consigli Generali dell’ITUC. Nel prossimo anno la Cisl dovrà rappresentare unitariamente i sindacati italiani, l’appuntamento è in Australia.

Giuseppe Iuliano- Dipartimento Politiche Internazionali Cisl

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