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Campagna Cisl "Per un Fisco più equo e più giusto"

Il 23 febbraio u.s. la Cisl ha depositato presso la Corte di Cassazione di Roma il Progetto di legge di iniziativa popolare: “Per un fisco più equo e giusto” che persegue l’obiettivo della riduzione della pressione fiscale sui contribuenti soggetti al pagamento dell’irpef, tramite l’estensione dell’attuale bonus fiscale di 80 euro al mese (aumentato a 83 euro mensili), oltre che ai lavoratori dipendenti anche ai pensionati, ai lavoratori autonomi e agli “incapienti”, in misura piena se il reddito complessivo non supera i 40.000 euro e in misura ridotta se il reddito complessivo è superiore a 40.000 euro ma non a 50.000 euro. La proposta prevede, inoltre, un nuovo strumento di sostegno alla famiglia (Naf, Nuovo Assegno Familiare), il blocco delle addizionali irpef regionali e comunali e l’esclusione della prima casa da ogni forma di imposizione.

La copertura finanziaria del bonus viene realizzata attraverso: la destinazione di tutte le entrate derivanti dall’introduzione di un’imposta ordinaria e progressiva sulla ricchezza netta; la revisione dei regimi di agevolazione e favore fiscale (tax expenditures), ad esclusione di quelli che incidono direttamente a beneficio dei lavoratori dipendenti, autonomi e pensionati.

Nel progetto di legge si delega il Governo ad adottare una riforma fiscale complessiva basata sui seguenti punti:previsione di un blocco all’aumento delle addizionali regionali e comunali Irpef in attesa di un riordino complessivo delle imposte e tasse locali;
previsione dell’imposizione sulla casa, prevedendo l’esenzione della abitazione principale da ogni forma di imposizione sulla proprietà o sul possesso (esclusione della prima casa di abitazione sia dalla Tasi che dall’Imu);
introduzione di un nuovo strumento di intervento a favore della famiglia (Naf – Nuovo Assegno Familiare) che superi accorpandoli le detrazioni attuali per il coniuge e i figli a carico e l’assegno al nucleo familiare, con un sostegno universale che cresca al crescere dei carichi familiari e che si riduca all’aumentare del reddito e della capacità economica misurata dall'Isee;
introduzione di un meccanismo sperimentale di contrasto di interessi fra acquirenti e venditori, attraverso il riconoscimento all’acquirente di detrazioni temporanee sulle spese relative a beni e servizi più sensibili sul piano sociale o a beni e servizi rientranti nei settori merceologici e professionali a più elevato rischio di evasione (servizi professionali e distribuzione di servizi al dettaglio), definendo la tipologia delle spese su cui ammettere la detrazione e il periodo temporale di riferimento, al fine di far emergere il reale giro d’affari delle diverse categorie coinvolte, adeguando conseguentemente i parametri degli studi di settore;
introduzione di una imposta ordinaria sulla ricchezza netta mobiliare ed immobiliare, ad esclusione dei titoli di Stato e del valore dell’abitazione principale, individuando come riferimento una soglia di esenzione totale che salvaguardi, mediamente, gli imponibili di ciascuna famiglia compresi entro i 500 mila euro, escludendo da tale soglia i titoli di Stato e del valore dell’abitazione principale.

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