Amministrazione Straordinaria grandi imprese in stato di insolvenza: audizione Cgil Cisl Uil alla Camera

Il 20 ottobre u.s. si è svolta, presso la X Commissione Attività produttive della Camera dei Deputati, presieduta da Guglielmo Epifani, l’audizione relativa alle ipotesi di riforma dell’istituto dell’Amministrazione Straordinaria, derivante dalle cosiddette Legge Prodi e Legge Marzano.
La commissione ha all’esame due diverse ipotesi di riforma, quella di iniziativa parlamentare PDL C.865 (Disciplina delle procedure di amministrazione straordinaria delle grandi imprese e dei complessi di imprese in crisi), primo firmatario e relatore Ignazio Abrignani e il DDL C. 3671-ter (Delega al Governo in materia di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza) di iniziativa governativa che contiene una legge delega al Governo. Quest’ultimo deriva dallo stralcio dell’originario art. 15 del disegno di legge A.C. 3671, concernente la “Delega al Governo per la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”, presentato alla Camera dei deputati l’11 marzo 2016 e stralciato con deliberazione dall’Assemblea il 18 maggio 2016.
L’audizione era riservata alle organizzazioni sindacali, Cisl, Cgil, Uil e Ugl.
Nei rispettivi interventi le confederazioni Cisl, Cgil, e Uil hanno messo in evidenza che l’istituto della Amministrazione straordinaria, che è ricompreso nel più ampio tema delle procedure concorsuali, si è rivelato uno strumento utile per salvaguardare lavoratori, professionalità e know how imprenditoriali esistenti sui territori in diversi casi di rischio di fallimento di aziende. Le varie situazioni che abbiamo vissuto sui tavoli del Mise (es: Firema, Piombino, Merloni, Gruppo Tosoni, Ilva, Alitalia, Parmalat), hanno consentito, sia pure tra molte difficoltà e farraginosità, di mantenere una parte dell’occupazione e/o riprendere parte delle attività produttive.
È ritenuto positivo l’obiettivo di entrambe le proposte di rendere unitaria la normativa non solo rispetto alle cosiddette Legge Prodi e Legge Marzano, ma anche agli interventi spot legati in particolare alle vicende Ilva, Alitalia e Parmalat, ed in tal senso si è sottolineato che non è prevista l’abrogazione di alcuna norma precedente, con l’evidente rischio di qualche sovrapposizione.
È stato sottolineato, in particolare dalla Cisl, che nelle crisi aziendali la velocità delle procedure e quindi delle soluzioni è fondamentale, è importante perciò che le gli iter procedurali previsti nelle due ipotesi normative tengano presente questa necessità.
La questione su cui più ci si è soffermata è stata quella della dimensione minima delle aziende che possono essere sottoposte ad Amministrazione straordinaria. La proposta di delega al Governo è orientata ad alzare i limiti dimensionali per l’applicazione della AS, che impedirebbero l’uso dello strumento per il rilancio delle attività produttive anche in imprese di media dimensione e non sembra quindi tenere conto delle grandezza media delle imprese italiane. inoltre alzare troppo i limiti sembra contraddittorio rispetto al fatto che per i beni confiscati non ve ne siano. D’altro canto ci è stato risposto che si teme un uso surrettizio dell’istituto ma tuttavia alzare i limiti dimensionali pone molti interrogativi rispetto all’efficacia complessiva della norma, anche alla luce delle esperienze pregresse.
Molta attenzione si è data anche alla mancanza di riferimenti, in entrambe le proposte, all’utilizzo degli ammortizzatori sociali per i lavoratori coinvolti nelle AS, questione che nei tavoli di crisi non è mai stata affatto scontata. Per tutte le Confederazioni, oltre a sottolineare che la salvaguardia occupazionale purtroppo non sembra apparire come un obiettivo fondamentale dell’istituto, è fondamentale legare l’utilizzo degli ammortizzatori sociali almeno alla durata dell’Amministrazione Straordinaria. Su questo punto il relatore del PDL C.865 ha messo in evidenza che il tema degli ammortizzatori sociali, pur collocandosi a latere dell’istituto dell’Amministrazione straordinaria merita di essere approfondito e di trovare una qualche soluzione.
 
Infine si è trattato anche il tema di un migliore coinvolgimento del sindacato nelle fasi procedurali delle Amministrazioni straordinarie. Questo per le OOSS non vuol dire voler far parte del previsto Comitato di sorveglianza, però si è evidenziata la necessità che ci sia una confronto costante e riconosciuto con le OOSS, che oltre ad essere le più interessate alla salvaguardia occupazionale possono sicuramente svolgere un ruolo importante per la positiva conclusione delle procedure di Amministrazione straordinaria. 
 
L’iter delle proposte di riforma che ci è stato prospettato tuttavia non sembra essere breve. Tra le due proposte in essere ne dovrà essere scelta una, che probabilmente sarà quella delle delega al Governo, cioè il DDL C. 3671-ter, per il quale però la Commissione richiederà degli emendamenti, alla luce della discussione e delle audizioni. I tempi prevedibili per l’approvazione della legge delega potrebbero essere entro gennaio 2017, dopodiché occorrerà attendere l’emanazione dei decreti legislativi che dovranno avere il parere delle Commissioni parlamentari competenti.
 

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.