Mezzogiorno. Cgil, Cisl, Uil e Confindustria: "Accelerare la definizione dei Piani attuativi del Masterplan per favorire investimenti ed occupazione"

Roma, 23 febbraio 2016. Le rappresentanze nazionali, regionali e locali di Confindustria e CGIL, CISL, UIL guidate da Alessandro Laterza, Vice Presidente di Confindustria per il Mezzogiorno e le politiche regionali, Gianna Fracassi, Giuseppe Farina e Guglielmo Loy, Segretari Confederali di CGIL, CISL e UIL hanno siglato oggi un documento congiunto sulle politiche per il Sud, volto a sollecitare il Governo ad avviare in tempi rapidi una strategia condivisa a sostegno di investimenti e occupazione.

Questi, in sintesi, gli obiettivi dell’incontro: accelerare la definizione dei Piani attuativi del Masterplan per il Sud, favorendo la ripresa di investimenti ed occupazione; condividere un assetto stabile ed efficace della governance delle politiche di sviluppo con il contributo decisivo delle rappresentanze di impresa e lavoro; definire un disegno complessivo di rilancio per le regioni del Mezzogiorno, individuando priorità e risorse di fonte ordinaria ed aggiuntiva; far diventare il Masterplan, anche a livello locale, strumento per l’individuazione condivisa degli interventi e per la selezione delle priorità.

"L 'obiettivo principale del documento sul Mezzogiorno che la Cisl ha firmato oggi con Cgil Uil e Confindustria è quello di rafforzare il dialogo sociale sui vari problemi che riguardano il Sud del paese" ha spiegato il Segretario confederale della Cisl, Giuseppe Farina nel corso dell'incontro. (Video intervista) "Dobbiamo impegnarci tutti per una buona gestione dei fondi europei e dei Masterplan per il Sud finalizzati a migliorare concretamente e strutturalmente la capacità competitiva delle imprese e dei territori, a promuovere ed attrarre investimenti e lavoro. La nuova programmazione dei fondi Europei 2014/2020 - spiega ancora Farina - rappresenta infatti una straordinaria occasione per ridurre il divario economico e sociale tra il Sud ed il resto del paese e dare un contributo fondamentale alla crescita dell’intera economia nazionale. Ci sono per il Sud 100 miliardi di stanziamenti previsti fino al 2020 e 11 miliardi da spendere nel 2016 di cui 7 destinati al Sud. Non possiamo ripetere l’esperienza della vecchia programmazione 2007/2013. Le Regioni sono riuscite a spendere solo in extremis e con grandi affanni le risorse previste, ma la frammentazione dei progetti e della spesa e la loro prevalente scarsa qualità hanno inciso poco o nulla sulla crescita economica dei territori ed avuto un impatto marginale sull’occupazione".

"Questa volta non possiamo sbagliare! - avverte il Segretario confederale ricordando come CGIL CISL UIL e Confindustria siano pronte a fare insieme la loro parte con il Governo e con le Regioni per una più condivisa ed efficace strategia d’investimenti e di rilancio dell’economia meridionale che, per avere successo e di questo è bene che il Premier se ne faccia una ragione, non potrà prescindere al livello nazionale e nei territori dalla collaborazione e dall’impegno attivo delle parti sociali. Adesso bisogna trasferire questa volontà comune delle parti sociali di tutelare e salvaguardare insieme il Mezzogiorno, ai territori ed alle regioni. Infatti ripeteremo questa esperienza di oggi in tutte le regioni del nostro meridione. L'oggetto più importante di osservazione su cui noi vogliamo giocare un maggiore protagonismo è la gestione dei masterplan che sono già partiti e che vedono avviate varie discussioni tra governo e regioni sulle linee di indirizzo e sui progetti concreti da mettere in campo. E sotto questo aspetto noi non vogliamo essere semplici spettatori perchè riteniamo che il Mezzogiorno abbia bisogno del contributo di tutti: nessuno ce la può fare da solo. Quindi sarebbe bene che governo e regioni si aprissero ad un tavolo di confronto con le parti sociali definendo concretamente le cabine di regia dei comitati di consultazione. Questa volta, finalmente, possiamo tutti insieme realizzare un vero progetto sull' utilizzo degli investimenti che vengono dai fondi europei e da quelli nazionali"- conclude Farina.

Secondo il documento congiunto presentato nel corso dei lavori 'Impresa e lavoro: le proposte di Confindustria e CGIL CISL UIL sul Masterplan per il Sud', "il Mezzogiorno - si legge in un comunicato di Cgil, Cisl, Uil e Confindustria - è oggi, una realtà in cui sono evidenti i segni della crisi degli ultimi anni, ma altrettanto evidenti sono i segnali di vitalità che rendono quanto mai urgente la definizione di interventi tempestivi e dall’elevata efficacia economica e sociale per rafforzare tali segnali che rischiano di tornare ad affievolirsi per cause esterne come le difficoltà creditizie e la debolezza della domanda internazionale.

Il sostegno agli investimenti e alle assunzioni nel settore privato, coerente con l’effettiva specializzazione intelligente dei territori; l’infrastrutturazione materiale e immateriale funzionale a tali specializzazioni soprattutto in ambito urbano; il rafforzamento della capacità amministrativa e la definizione di sedi di governo stabili della politica, costituiscono i quattro punti centrali di un unico disegno di sviluppo che dovrebbe emergere con chiarezza dalla fase di definizione dei singoli accordi.

Tale disegno, che deve poter disporre di risorse certe, a partire da quelle del Fondo Sviluppo e Coesione (ancora in gran parte da programmare) e dei Fondi strutturali, dovrebbe essere, insomma, ben più del solo elenco di progetti più o meno definiti, e tratteggiare i contorni di un’idea condivisa e moderna di Mezzogiorno, capace di generare nuove opportunità di investimento e di occupazione, in coerenza con la strategia definita con l’Accordo di partenariato 2014-20.

CGIL, CISL e UIL e Confindustria sottolineano con preoccupazione l’incertezza relativa ai tempi e alle modalità di definizione degli Accordi, ed esortano Governo e Amministrazioni regionali e locali ad accelerarne l’adozione. Per rendere concreto questo disegno, Confindustria e CGIL, CISL e UIL ritengono necessario definire un quadro chiaro di priorità, attraverso un efficace dialogo con le realtà locali, fin qui prevalentemente disatteso, anche al fine di sfruttare l’opportunità della flessibilità europea per gli investimenti non solo sul piano finanziario (ben 7 degli 11,3 miliardi di euro di investimenti interessati dallo “sforamento” dovrebbero riguardare il Mezzogiorno), ma soprattutto sul piano dei risultati effettivi, in termini di miglioramento quantificabile della qualità della vita e della competitività dei territori.

La fattibilità degli interventi da selezionare assume importanza decisiva: è necessario intervenire bene e subito, nell’interesse del Mezzogiorno e a beneficio dell’intero Paese. Per questo motivo, Confindustria e CGIL, CISL e UIL hanno proposto al Governo e alle Amministrazioni regionali e locali, la definizione comune di una road map per portare sul territorio il confronto sulle priorità, attraverso un'agenda di incontri per condividere sedi, tempi e modalità di confronto, che porti a definire in tempi brevi i Piani attuativi del Masterplan con ciascuna Regione e Città interessata. Confindustria e CGIL, CISL e UIL Si impegnano a portare la discussione sulle scelte e le priorità all’interno dei propri organismi decisionali, in maniera tale da rendere il processo di progettazione dello sviluppo quanto più possibile vivo e partecipato. I tempi per consentire al Mezzogiorno di agganciare la ripartenza dell’economia sono stretti, così come la strada per promuovere una riattivazione selettiva degli investimenti: cosa si sceglie e quando si realizza sono due variabili decisive per determinare il fallimento o la piena riuscita della strategia".

All’incontro erano presenti anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti, il Vice Presidente ANCI e Sindaco di Bari Antonio Decaro, e gli Assessori alle Attività Produttive della Regione Sicilia, Mariella Lo Bello, e della Campania, Amedeo Lepore, in rappresentanza della Conferenza delle Regioni.

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