• Grandi temi
  • Pubblico impiego

Sciopero nei servizi pubblici essenziali: tutelare gli utenti ma rispettare l’importanza del principio di autonomia negoziale

La regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali è tornata all’attenzione generale soprattutto in virtù di alcuni episodi ampiamente riportati dai mass media in relazione ai quali si è assistito ad assai discutibili strumentalizzazioni dell’esercizio delle libertà sindacali anche da parte delle istituzioni pubbliche. Per la Cisl questo modo di impostare la discussione su argomenti complessi come il diritto di sciopero e di assemblea è inaccettabile.

E’ evidente che questi diritti, soprattutto se esercitati nell’ambito dei servizi pubblici, sollevano questioni molto delicate e dalle molteplici ricadute poiché sicuramente devono essere tutelati anche gli interessi degli utenti, ma non c’è dubbio che essi rappresentino fondamentali conquiste del nostro Stato democratico e per questa ragione un modo corretto di procedere sarebbe quello di confrontarsi seriamente con le parti sociali e risolvere i problemi di merito che riguardano i lavoratori piuttosto che con messaggi affidati agli organi di informazione.

Sull’onda delle polemiche è stato emanato dal Governo il decreto-legge 20 settembre 2015 n. 146
“Misure urgenti per la fruizione del patrimonio storico e artistico della Nazione” pubblicato in GU n. 219 del 21 settembre 2015 ed entrato in vigore lo stesso giorno.

Esso prevede l’aggiunta, all’ultimo periodo dell’art. 1 comma 2 lett. a) della legge 146/1990, della frase “l’apertura al pubblico di musei e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del decreto legislativo 22 gennaio 2004 n. 42 e successive modificazioni”. Pertanto l’apertura al pubblico dei musei viene inserita nell’elenco dei servizi pubblici essenziali andando ad aggiungersi, tra gli altri, ai servizi di protezione ambientale e di vigilanza sui beni culturali.

In base a quanto stabilito dalla citata legge 146/1990 e al netto dei eventuali altre modifiche che potranno essere introdotte al testo in sede di conversione, che dovrà avvenire entro il 20 novembre 2015 a pena di decadenza, nell’ambito di questo nuovo servizio pubblico essenziale dovranno essere individuate le prestazioni indispensabili, le modalità e le procedure di erogazione del servizio e le altre misure dirette a consentire gli adempimenti previsti dalla legge.

La FP CISL, insieme alle categorie del pubblico impiego di CGIL e UIL, ha ribadito alla Commissione di Garanzia l’importanza di rispettare il principio di autonomia negoziale nella definizione degli accordi attuativi dalla legge n. 146/1990, di conseguenza dovrà aprirsi un confronto tra OO.SS. e ARAN.

 

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.