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Pubblica amministrazione. Approvata in via definitiva la legge delega di riforma

 Roma, 5 agosto 2015 - Nella giornata di ieri il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione atto S. 1577 – B. che conferisce ben 11 deleghe al governo per la riforma complessiva del settore pubblico. Per la Cisl siamo di fronte all’ennesima riforma del governo Renzi piena di decreti attuativi che di fatto traccia obiettivi generici che si sostanzia in un manuale delle buone intenzioni più che realizzare un vero miglioramento dei servizi da offrire al Paese ed un reale funzionamento della pubblica amministrazione.

Per la Cisl abbiamo a che fare con tante scatole da riempire, con una riforma tutta da completare dal momento che mancano elementi di forte innovazione sulla riorganizzazione dei servizi, sulle risorse necessarie da impiegare per migliorare la Pubblica Amministrazione, sull'aumento dell'efficienza e dell'efficacia del settore pubblico.
Superando tutte le rigidità ed i vincoli messi dalla Legge Brunetta, è convinzione della Cisl che per fare un vero riordino delle pubbliche amministrazioni, soprattutto periferiche, sia necessario rinnovare subito i contratti ed agire sulla contrattazione di secondo livello, grande assente nel settore pubblico, aprendo alla partecipazione ed al coinvolgimento concreto dei lavoratori. Non si può fare una riforma senza o addirittura contro i lavoratori.
Modernizzare la P.A. è un passaggio essenziale per modernizzare il paese. Per ottenere servizi di qualità, più efficienza e risparmi di gestione, occorre togliere il controllo assoluto ed unilaterale alla politica. Nella riforma ci
saremmo aspettati un impegno preciso per delegificare, come avvenuto per l'autorizzazione degli investimenti e degli appalti, il rapporto di lavoro e le relazioni sindacali che nella P.A. richiedono ancora più del settore privato
un'apertura a favore della contrattazione di II livello. Ecco perché la prima cosa da fare è riallineare legge e contratto e lo abbiamo ribadito varie volte sia al Parlamento che al Ministro Madia. Ma purtroppo questo aspetto è il grande assente dalla riforma e la Cisl insisterà per recuperarlo attraverso una stagione di confronto che deve essere all'insegna dell'innovazione e del cambiamento e che vedrà protagonisti due passaggi precisi: contratto nazionale ed emanazione dei decreti attuativi della riforma.
La Cisl si dice pronta fin da subito e chiede  che, alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva, si avvii un serio e serrato confronto per poter contribuire alla stesura dei decreti delegati, che riguardano aspetti strettamente legati
al rapporto di lavoro e sono quindi di spettanza della contrattazione collettiva. Così come insisteremo a chiedere e pretendere l’apertura urgente della fase dei rinnovi contrattuali che sono la naturale e più idonea sede per favorire processi di vera partecipazione dei lavoratori necessari per realizzare una vera innovazione e una riorganizzazione effettiva del sistema dei servizi pubblici. E’ ora che sia concretamente realizzato anche nel pubblico impiego un nuovo modello di relazioni industriali secondo gli impegni e le regole e principi sanciti dall’accordo del 4 maggio 2012. In tal senso, come Cisl, saremo impegnati a orientare il confronto secondo i criteri e gli obiettivi condivisi con i Segretari Generali delle Federazioni del Lavoro Pubblico indicati nel documento Confederale del 19 maggio scorso.

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