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Servizi Pubblici Locali: scheda sul decreto legislativo T.U. e approfondimento sul tpl

L'ultimo decreto attuativo della cosiddetta Riforma Madia, con l’articolo 19 della legge 7 agosto 2015 n. 124, ha delegato il Governo ad intervenire sulla disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale. Il ritardo di quest'ultimo decreto, rispetto agli altri approvati nel CDM del 20 gennaio scorso, è stato dovuto all'inserimento del decreto promosso dal Ministro Delrio in merito al trasporto pubblico locale.

Scheda decreto legislativo T.U. sui servizi pubblici locali

Nel quadro della più ampia delega al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, il Parlamento, con l’articolo 19 della legge 7 agosto 2015 n. 124, ha delegato il Governo ad intervenire sulla disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale. Con un testo unico si stabilisce che è servizio pubblico di interesse economico generale solo quello che non può essere prestato dal privato alle stesse condizioni secondo criteri di economicità, efficacia ed efficienza. Alcuni servizi pubblici di interesse economico generale sono fissati per legge. Dopo il primo via libera del Consiglio dei Ministri, del 20 gennaio scorso, il provvedimento è stato
riaperto e al suo interno sono state travasate le norme sul Tpl del ministero guidato da Graziano Delrio. Tra le novità portate dal ministero dei trasporti: via gli autobus super inquinanti (dal 2018); contratti di affitto per nuovi mezzi pubblici con la creazione di una rolling stock company, ovvero una società per l'acquisto di mezzi in leasing con il pagamento di un affitto (tramite Cassa depositi e prestiti); rimborso totale del biglietto per ritardi superiori ai 30 minuti, per le zone urbane, e un'ora, per le zone extraurbane.

Per l’affidamento e gestione dei servizi pubblici di interesse economico generale le autonomie locali potranno decidere tra tre modalità diverse e paritetiche:
· affidamento del servizio mediante gara,
· affidamento a società mista,
· gestione diretta con affidamento in house che sarà sottoposta a controllo preventivo dell’Antitrust per verificare che così non si offra un servizio più svantaggioso per i cittadini.
Le reti o gli impianti necessari per lo svolgimento del servizio sono vincolati all’uso pubblico indipendentemente da chi ne sia titolare. Per individuare il livello dimensionale dei servizi pubblici locali ci sono i bacini e gli ambiti con dimensione almeno provinciale.
Nel testo si prevede l’istituzione di un Osservatorio presso il ministero per lo Sviluppo economico sulla complessa rete dei servizi pubblici territoriali che dovranno essere distrettuali. Si invita a uscire dalla logica per cui ogni Comune ha una sua società, allargando i confini per «organizzare lo svolgimento dei servizi a rete».

Previsto anche il ricorso alla consultazione pubblica, laddove occorra verificare l’idoneità o meno del mercato a soddisfare le esigenze di interesse pubblico. Previsto poi un limite al rinnovo (che non sarà più automatico) dei diritti speciali o di esclusiva rilasciati.

Mentre sul fronte della governance si prevede che «le funzioni di regolazione, di indirizzo e di controllo e quelle di gestione dei servizi pubblici di interesse economico generale sono distinte e si esercitano separatamente. Dietro al principio c’è la stretta sugli incarichi. Ecco che, ad esempio, ai componenti di organismi di indirizzo politico o di enti che abbiano funzioni di stazione appaltante o di controllo del servizio non possono essere conferiti incarichi di amministrazione o gestione.
Divieto che si estenderebbe anche a coniugi e parenti. Scadenzati anche i controlli, il cui rispetto è rafforzato dalla previsione di multe. Più chiarezza, infine, sulle tariffe applicate.

Gli obiettivi perseguiti sono riassumibili in:
· migliorare l’attività di erogazione dei spl;
· ridurre la gestione pubblica dei servizi ai soli casi di stretta necessità;
· ridefinire il sistema di gestione delle funzioni di regolazione, garantendo maggior tutela agli utenti dei servizi;
· migliorare la qualità dei servizi;
· attuare i principi di economicità ed efficienza nella gestione dei spl, anche al fine di valorizzare il principio della concorrenza.

I prossimi passi da porre in essere saranno:
· individuazione ambiti territoriali;
· bandi e contratto standard;
· definizione costi standard;
Lo scopo prefissato dal decreto è la valorizzazione del ruolo dei privati nell’erogazione dei spl, prevedendo stringenti limiti e condizioni per derogare alle normali dinamiche concorrenziali dei mercati.

Le disposizioni del presente decreto si applicano a tutti i servizi pubblici locali di interesse economico generale
Rimangono disciplinati dalle rispettive normative di settore il servizio idrico integrato e il servizio di gestione integrata dei rifiuti; il trasporto pubblico locale; il servizio di distribuzione dell’energia elettrica; il servizio di distribuzione del gas naturale; il servizio farmaceutico.

Assunzione e gestione del servizio 
L’individuazione dei spl di interesse economico generale, diversi da quelli già previsti dalla legge, è effettuata previa verifica che le attività non siano fornite e non possano essere fornite da imprese operanti secondo le normali regole di mercato.
Nell’ambito della propria autonomia l’ente competente all’organizzazione sceglie le modalità di gestione tra le seguenti opzioni:
· Affidamento mediante procedura a evidenza pubblica;
· Affidamento a società mista, il cui socio sia stato scelto con procedura a evidenza pubblica;
· Gestione diretta, mediante affidamento in house

La scelta effettuata deve essere comunicata all’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Si ribadisce il ruolo sociale e economico che i spl hanno in seno alle comunità. Il provvedimento con il quale l’ente delibera l’assunzione del servizio è pubblicato sul sito dell’amministrazione interessata e comunicato all’Osservatorio per i spl.

Disciplina delle reti, degli impianti e delle altre dotazioni patrimoniali essenziali.
Gli enti competenti all’organizzazione del servizio individuano le reti, gli impianti e le altre dotazioni patrimoniali essenziali destinati alla produzione del servizio.
Qualora ciò sia separato dalla gestione del servizio, l’organizzazione deve avvenire mediante:
· Imprese idonee, da individuare mediante procedure ad evidenza pubblica;
· Società miste;
· Soggetti allo scopo costituiti.
Tutte i beni patrimoniali per l’esecuzione del servizio, in caso di nuova gara, sono assegnati al nuovo gestore.

Organizzazione e allocazione dei poteri di regolazione, vigilanza e controllo
Fatto salvo quanto previsto dalle discipline di settore le funzioni di organizzazione dei spl sono esercitate dai comuni e dalle città metropolitane nell’ambito delle rispettive competenze.
La dimensione degli ambiti o bacini territoriali ottimali non può essere inferiore a quella del territorio provinciale, qualora siano stati individuati bacini inferiori, ci sono sei mesi di tempo per regolarizzare la situazione.
Gli enti locali aderiscono agli enti di governo entro sessanta giorni dalla loro istituzione o designazione. Qualora, non lo facciano, il presidente della Regione esercita i poteri sostitutivi.
I bacini di mobilità per i servizi di tpl, sono determinati dalle regioni, con un’utenza minima di 350mila abitanti. Inferiori solo se coincidenti con città metropolitane o area vasta.
L’affidamento avviene per divisione in lotti, se alla gara c’è un solo partecipante l’affidamento non potrà essere superiore ai tre anni.

Competenze delle autorità indipendenti
La denominazione “autorità per l’energia elettrica, il gas ed il sistema idrico” è mutata in ARERA autorità di regolazione per energia, reti e ambiente. La nuova autorità avrà poteri maggiormente penetranti come, la possibilità di emanare direttive per la separazione contabile e amministrativa della gestione, tutelare i diritti degli utenti, ecc.

Autorità di regolazione dei trasporti
Con riferimento alle procedure di scelta del contraente per l’affidamento dei servizi di tpl e regionale l’autorità di regolazione dei trasporti detta regole generali in materia di: 
· Svolgimento di procedure che prevedano obbligatoriamente la riscossione diretta dei proventi da traffico da parte dell’affidatario;
· Possibilità di cessione dei beni strumentali all’affidatario;
· In caso di sostituzione del gestore a seguito di gara, previsione nei bandi di gara del trasferimento del personale dipendente dal gestore uscente al subentrante con esclusione dei dirigenti

Contratto di servizio, tariffe, trasparenza e tutela dei consumatori
Il contratto di servizio assicura la completa corrispondenza tra oneri per servizi e risorse disponibili, tenuto conto degli eventuali proventi tariffari.
Fatto salvo quanto previsto dalle discipline di settore, per quanto attiene ai rapporti tra amministrazione affidante e affidatario, il contratto di servizio contiene almeno le seguenti previsioni:
a) il regime giuridico prescelto per la gestione del servizio;
b) il periodo di validità del contratto;
c) gli obiettivi di sviluppo dei servizi, il programma degli investimenti e il piano economicofinanziario;
d) l’obbligo del raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario della gestione;
e) le modalità di remunerazione del capitale investito, ivi inclusi gli oneri finanziari a carico delle
parti;
g) gli strumenti di rilevazione della qualità erogata attraverso monitoraggi di carattere continuativo dei risultati conseguiti e dell'adempimento delle altre obbligazioni contrattuali, anche sulla base di dati forniti al committente per via informatica;
h) le sanzioni e le penalità in caso di mancata osservanza del contratto e le ipotesi di risoluzione del contratto in caso di grave e ripetuta violazione degli obblighi contrattuali;
l) le modalità di risoluzione delle controversie con gli utenti;

Obblighi contrattuali e disposizioni per l’innovazione del trasporto pubblico locale
I contratti di servizio stipulati successivamente al 31 dicembre 2017 non possono prevedere la circolazione di veicoli a motore adibiti al trasporto pubblico regionale e locale appartenenti alle categorie M2 ed M3, alimentati a benzina o gasolio con caratteristiche antinquinamento EURO 0 e 1. Con uno o più decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti sono disciplinati i casi di esclusione dal predetto divieto per particolari caratteristiche di veicoli di carattere storico o destinati a usi specifici.
I contratti di servizio prevedono, altresì, che i veicoli per il trasporto pubblico locale, devono essere dotati di sistemi elettronici per il conteggio dei passeggeri, e che le flotte automobilistiche utilizzate per i servizi di trasporto pubblico regionale e locale siano dotate di sistemi satellitari per il monitoraggio elettronico del servizio.
Al fine di favorire il rinnovo del materiale rotabile, lo stesso può essere acquisito dalle imprese di trasporto pubblico locale anche ricorrendo alla locazione per quanto riguarda materiale rotabile per il trasporto ferroviario e alla locazione senza conducente per veicoli di anzianità massima di 12 anni adibiti al trasporto su gomma e per un periodo non inferiore all’anno.
Al fine di consentire il conseguimento degli obiettivi di copertura dei costi con i ricavi del traffico le regioni e gli enti locali modificano i sistemi tariffari e i livelli delle tariffe anche tenendo conto dei principi della semplificazione, dell’applicazione dell’ISEE, dei livelli di servizio e della media
dei livelli tariffari europei.

Modifica dei criteri di riparto del Fondo per il concorso finanziario dello Stato al trasporto pubblico locale
Suddivisione tra le regioni di una quota pari al dieci per cento dell’importo del Fondo sulla base dei proventi complessivi da traffico e dell’incremento dei medesimi registrato Negli anni successivi, la quota è incrementata del cinque per cento dell’importo del Fondo per ciascun anno fino a raggiungere il trenta per cento dell’importo del predetto Fondo; 

Carta dei servizi
Il gestore ha l'obbligo di rendere pubblica, anche a mezzo del proprio sito internet e di altri strumenti telematici disponibili, la versione aggiornata della carta dei servizi offerti all'utenza.

Tariffe
Fatte salve le competenze delle autorità di regolazione e le disposizioni contenute nelle norme di settore, gli enti affidanti definiscono le tariffe dei servizi in misura tale da assicurare l’equilibrio economico-finanziario dell’investimento e della gestione, nonché il perseguimento di recuperi di efficienza che consentano la riduzione dei costi a carico della collettività, in armonia con gli obiettivi di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse, e tenendo conto della legislazione nazionale e comunitaria in materia.

Programma dei controlli
Al fine del perseguimento di livelli di servizio ottimali, l’ente competente all’organizzazione del servizio realizza un programma di controlli.
Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con proprio decreto, previa intesa con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, definisce nuove linee guida per la redazione dei Piani urbani di mobilità sostenibile, con specifico riferimento, per le città metropolitane, le province e i comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, finalizzate:
· allo sviluppo di sistemi di trasporto integrati che, laddove economicamente e finanziariamente sostenibili, comprendano sistemi di trasporto rapido di massa, ivi inclusi sistemi ferroviari, metropolitane pesanti e leggere, sistemi tramviari, busvie, con i relativi sistemi di controllo del traffico e di interscambio;
· allo sviluppo della mobilità collettiva e all’innalzamento della velocità commerciale dei mezzi di trasporto collettivo, anche grazie all’adozione di strumenti idonei alla limitazione dell’uso dell’auto privata, quali ad esempio le ZTL, il road pricing, la tariffazione della sosta, la regolazione dei bus turistici;

L’aggiornamento del piano deve avvenire con cadenza almeno quinquennale; l’aggiornamento del piano è inoltre obbligatorio nei dodici mesi antecedenti procedure di gara per l’affidamento di servizi di trasporto pubblico locale. Sono fatti salvi i piani urbani di mobilità sostenibile già adottati alla data di entrata in vigore delle linee guida del presente decreto, che devono essere comunque aggiornati entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto. 
A decorrere dall’anno successivo alla scadenza del termine di cui al comma 3 i finanziamenti statali in conto capitale ai comuni, alle province e alle città metropolitane, riguardanti infrastrutture per la mobilità, ivi incluse opere destinate alla velocizzazione e riqualificazione delle sedi di superficie, impianti e materiale rotabile tecnologicamente innovativi rispetto alle flotte in esercizio, avranno per oggetto esclusivamente interventi previsti.

 

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