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3 Dicembre 2015: Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità

Un appello per rimettere al centro l’inclusione sociale. A partire dal contrasto alla poverta’ e dal ruolo dei patronati.
Il tema scelto dall’ONU per la "Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità" di oggi, 3 dicembre 2015, è “Questione di inclusione: accesso e empowerment per le persone con tutte le abilità“.

“Questione di inclusione” oggi nel nostro Paese non può prescindere dal considerare una priorità l'emergenza che le persone con disabilità e le famiglie con non-autosufficienti al proprio interno vivono dal punto di vista sociale.
Nella giornata di oggi, 3 dicembre, vogliamo quindi lanciare un appello alle istituzioni, e in primo luogo al Governo, e alle associazioni delle persone con disabilità per mettere al centro delle nostre riflessioni la reale accessibilità dei servizi socio-sanitari e del mondo del lavoro, riconoscendo il ruolo dei soggetti e attori che quotidianamente operano nel territorio.
Specialmente nel contesto di lunga recessione in cui ci troviamo, solo con una visione di sistema e con una misura nazionale di contrasto alla povertà possiamo intervenire sull’alto rischio di povertà delle famiglie con persone disabili e non-autosufficienti al proprio interno, che è quasi il doppio rispetto alle altre.

• Inclusione delle persone disabili e non-autosufficienti: contro il rischio di povertà
La presenza di una persona con disabilità o non-autosufficiente nel nucleo familiare è oggi nel nostro Paese una delle principali cause di deprivazione. Famiglie in condizioni di vulnerabilità a causa del perdurare della fase di recessione, vedono crollare la propria situazione quando uno dei propri membri viene colpito da disabilità o non autosufficienza: sovraccarico assistenziale, costi sociosanitari, riflessi negativi sulle carriere lavorative dei familiari portano troppo spesso ad una situazione di deprivazione materiale anche grave.
Secondo l’indagine ISTAT sul reddito e le condizioni di vita EU-SILC 2010, la deprivazione materiale interessa le persone con limitazioni dell’autonomia personale in misura maggiore rispetto al resto della popolazione. Vivono in una condizione di grave deprivazione materiale quasi il doppio delle persone con limitazioni gravi (11,9%) rispetto a chi non ha limitazioni (6,1%).
Inoltre il reddito netto familiare medio delle famiglie con almeno una persona con disabilità al proprio interno è inferiore del 22% rispetto alle famiglie senza componenti con disabilità.
L’introduzione di una misura nazionale di contrasto alla povertà all’interno del “Piano Nazionale per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale” previsto dalla Legge di stabilità 2016 in discussione ora in Parlamento si rende dunque particolarmente necessaria nel caso delle famiglie con al proprio interno persone con disabilità.

Inclusione come accesso: il ruolo dei Patronati
Mettere al centro la “questione di inclusione” significa oggi chiedersi come poter accogliere le istanze della famiglie con disabili o non autosufficienti al proprio interno, come far giungere in modo semplice e corretto le informazioni, come accompagnare con una efficace presa in carico le complessità dei bisogni assistenziali rispondendo con competenza. A partire dall’inizio del percorso, cioè dall’accesso – non per nulla “accessibilità” è una delle declinazioni scelte per “inclusione” – alle procedure di riconoscimento di handicap, disabilità e invalidità, cuore dell’attività dei nostri Patronati che ogni giorno svolgono questa preziosa opera di segretariato sociale. Il 90% delle domande relative alle disabilità, dati Inps, vengono inoltrate telematicamente dai patronati e solo dall’INAS negli ultimi tre anni sono state patrocinate più di un milione e duecentomila (1Milione200mila) domande per invalidità civile e handicap.
La giornata internazionale di oggi è dunque il contesto migliore anche per ragionare sulla necessità di rilancio e riqualificazione del ruolo dei patronati, a partire dalla campagna tituteliamo.it contro l’ulteriore taglio di 28 milioni previsto dalla Legge di stabilità 2016 ai Patronati, che non consentirebbe più di garantire gratuitamente a tutti i cittadini l’accesso alle tutele previdenziali e socio-assistenziali cui hanno diritto.

Inclusione nel lavoro: necessità di attuare le Linee Guida
Ma “questione di inclusione”, per una persona adulta con disabilità, è collegato anche alla possibilità di essere inserito nel mondo del lavoro, ed avere la possibilità di vedere valorizzata la propria attività professionale. Il 2015 ha visto attuarsi dopo lunga attesa una manutenzione straordinaria della legge n.68/1999 sul diritto alle persone con disabilità, ma ancora molte aspettative sono riposte nell’attuazione della riforma sulle politiche attive del lavoro e nell’emanazione delle Linee Guida per il collocamento Mirato. Valorizzazione delle reti territoriali e degli organismi esistenti, istituzione e sostegno di organismi a presenza bilaterale interni alle aziende con funzioni di disability management, utilizzo di valutazioni bio-psico-sociali delle abilità che non si fermino alle menomazioni o handicap, inserimento degli accomodamenti ragionevoli nell’analisi dei posti di lavoro sono alcuni dei temi che attendono di essere resi operativi nei Decreti Ministeriali di attuazione che dovranno essere frutto della valorizzazione delle proposte in campo delle parti sociali e delle associazioni delle persone con disabilità.

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