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Sanità: si riapre il confronto sull’appropriatezza prescrittiva

A distanza di un mese, dall’entrata in vigore del Decreto in merito all’appropriatezza prescrittiva, si riapre il confronto tra le Categorie dei Medici, le Regioni ed il Ministro della salute. Tale decisione si è resa necessaria al fine di rivedere alcune parti – tecnici e di contenuto - del provvedimento, che ne rendono difficile la sua concreta applicazione. Di fatti il Decreto, pubblicato nella G.U. del 20 gennaio scorso, è legge, ma in concreto, la sua applicazione viene rinviata fino a quando non saranno apportate le necessarie modifiche sia sul piano clinico, sia sul piano amministrativo. Il confronto, tra i Medici, il Ministro della salute e le Regioni, riprenderà la prossima settimana e si concentrerà sulla predisposizione di una Circolare esplicativa, contenente tutti i chiarimenti per i Medici.

La Cisl condivide la necessità di modificare il provvedimento per superare le criticità e renderlo effettivamente applicabile, ma auspica che le correzioni non ne vanifichino i contenuti in merito ai criteri di appropriatezza prescrittiva. Siamo convinti, infatti, che l’appropriatezza in sanità rappresenti un valore e vada applicato in tutti i settori, a partire dall’organizzazione dei servizi fino ad arrivare alla allocazione delle risorse. Ma le politiche sull’appropriatezza non devono perseguire l’obiettivo di contenimento della spesa sanitaria, ma devono rispondere ad una redistribuzione delle risorse all’interno di un sistema di servizi sanitari efficace ed efficiente. La Cisl inoltre ritiene necessario l’avvio di una campagna di informazione, presso gli studi medici, sui rischi e i benefici dei farmaci e degli interventi sanitari in genere, in modo tale che i pazienti possano decidere consapevolmente. Non è sostenibile che il Servizio sanitario nazionale continui a farsi carico di interventi sanitari e prestazioni inefficaci e inappropriati, superflui o addirittura dannosi per la salute dei cittadini.

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