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Ddl povertà: audizione Cisl alla Camera dei Deputati

Il 4 aprile si  è svolta un’audizione informale  presso le commissioni congiunte Lavoro e Affari Sociali della Camera, sul ddl Delega collegato alla legge di Stabilità, recante norme relative al contrasto alla povertà, al riordino delle prestazioni e al sistema dei servizi sociali. Si è trattato di un’ulteriore tappa del percorso che la Cisl, come Dipartimento Politiche Sociali, sta effettuando con l’Alleanza contro la povertà in Italia, dopo i recenti incontri col Ministro Poletti, nella quale ha ribadito la necessità d’introdurre al più presto uno strumento di sostegno al reddito per tutti i nuclei familiari in povertà assoluta in linea con la  proposta del Reis, colmando finalmente la lacuna presente nel nostro sistema di welfare anche rispetto alla UE. Di qui il sollecito a cogliere già dal prossimo anno la finestra di opportunità che si è aperta relativamente alla lotta alla povertà, che è legata ad un insieme di cause concomitanti che potrebbero non ripetersi in futuro: la volontà del governo di affrontare strutturalmente il tema, l’attenzione prioritaria che proviene da una parte rilevante dell’opposizione, l’importanza data a questo dalle parti sociali, l’accordo trovato da oltre 35 associazioni che compongono l’Alleanza, le sollecitazione provenienti dalla Commissione europea.

La Cisl aveva già accolto positivamente le scelte operate con la Legge di Stabilità, che ha creato un apposito Fondo e stanziato risorse strutturali mai viste prima a contrasto della povertà e dell’esclusione sociale, e oggi considera positivo l’avvio col ddl delega del processo di costruzione di un unico strumento di sostegno al reddito per le famiglie in povertà, purché condizionato, come indicato, ad un percorso di reintroduzione socio lavorativa per i beneficiari. Rilevando tuttavia che  le risorse scaturite da tale Fondo  non potranno essere sufficienti a sostenere una misura universalistica per le famiglie in povertà assoluta, la Cisl ha dunque ribadito, pur nell’ambito di un percorso di crescita graduale, la necessità d’incrementarle con le successive Leggi di Stabilità, per evitare che ci si limiti a varare una misura categoriale per le famiglie con figli.

La Cisl ha, inoltre,  sollecitato la necessità di operare con grande cautela nel processo di razionalizzazione delle prestazioni assistenziali, che dovrà essere finalizzato ad unificare le stratificate attuali misure di contrasto alla povertà piuttosto che a ricavare risorse per gli ultimi. Ha rilevato infine che il testo del provvedimento presenta tra l’altro un improprio riferimento alla razionalizzazione di misure a carattere previdenziale volte ad accrescere il Fondo e dunque a finanziare il nuovo strumento unico di contrasto alla povertà, ritenendo che i comparti previdenziali ed assistenziali debbano rimanere separati, anche per la natura dei loro finanziamenti e che non occorra allo scopo intervenire sul primo.

In conclusione la Cisl ha chiesto che le parti sociali siano chiamate a partecipare attivamente al coordinamento del sistema dei servizi sociali.

 

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