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Terzo settore, approvato dal Senato il Ddl di riforma. Accolte molte osservazioni avanzate dai sindacati

E’ stato approvato dal Senato in seconda lettura il Ddl delega di “riforma del Terzo Settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”,  che è ora tornato alla Camera per l’ulteriore approvazione. Passaggio che dovrebbe essere rapido, visti gli accordi intercorsi nella maggioranza per confermarne il testo uscito dal Senato.

Dopo un iter durato quasi due anni, l’articolato approvato risulta migliorato rispetto all’iniziativa governativa, raccogliendo per alcuni aspetti molte delle osservazioni avanzate unitariamente dai sindacati.

Rispetto al testo proposto dalla Commissione la discussione in aula al Senato ha apportato pochi emendamenti integrativi o correttivi, tra questi:

  • la disciplina per la conservazione del patrimonio degli enti non commerciali (art.3);
  •  i limiti e gli obblighi di pubblicità degli emolumenti per amministratori, dirigenti ed associati degli organismi di Terzo Settore per garantirne l’assenza degli scopi di lucro (art.4);
  •  la definizione di status di volontario e la disciplina dei rimborsi spesa preservandone l’estraneità alla prestazione lavorativa e la precisazione della specificità delle Organizzazioni di volontariato (art.5)
  •  la prioritaria destinazione degli utili dell’impresa sociale all’oggetto sociale (non più alle attività statutarie) e l’assoggettamento della remunerazione del capitale ai limiti massimi (in precedenza il testo prevedeva la dizione in analogia con) previsti per le cooperative a mutualità prevalente (art.6);
  •  la ridefinizione delle categorie di lavoratori maggiormente svantaggiate, con una graduazione non più in coerenza con quanto previsto dalla Legge 381/91 (art.6);
  •  l’istituzione della Fondazione Italia Sociale, per sviluppare interventi innovativi del Terzo Settore ad elevato impatto sociale ed occupazionale e rivolti ai territori più svantaggiati (art.9).

Alcune di queste modifiche vanno nella direzione indicata dalla Cisl  di rafforzamento del carattere non lucrativo, della trasparenza, nonché gli elementi partecipativi e di tutela e qualificazione del lavoro e dei servizi.

Aspetti su cui la Cisl insistera' ancora sia nell’iter di discussione della proposta, ma soprattutto nella stesura dei decreti delegati, per i quali verrà chiesto a Parlamento e Governo un impegno al confronto ed alla interlocuzione con le rappresentanze delle parti sociali e del Terzo Settore.

 

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