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Osservatorio della contrattazione sociale territoriale: analisi

La Cisl dal 2011 si è dotato di un Osservatorio Sociale della contrattazione sociale che raccoglie, archivia e classifica gli accordi sottoscritti dalle strutture regionali e territoriali della Cisl in tema di politiche di welfare (politiche socio familiari, socio sanitarie, fiscali e tariffarie, territoriali e di welfare occupazionale).

Lo strumento nasce con l’intento di valorizzare l’attività relazionale di contrattazione sociale che le strutture sindacali realizzano nei territori con le istituzioni locali e gli altri soggetti sociali, monitorando i processi ed i contenuti della contrattazione sviluppata a livello locale, con l’obiettivo di cogliere le migliori pratiche di innovazione sociale e contribuire a costruire gli orientamenti strategici confederali.

L’Osservatorio Sociale della Cisl possiede uno dei più ampi data base esistenti in Italia sul tema, avendo al suo interno ben 3.653 accordi di contrattazione sociale territoriale, raccolti dal 2008 ad oggi, con una media negli ultimi 4 anni di più di 800 ogni anno, ed è interconnesso con l’altro Osservatorio Cisl (OCSEL) che monitora l’attività della contrattazione integrativa aziendale. L’analisi degli accordi sottoscritti fino ad oggi risulta particolarmente interessante sia per estensione che per profondità di analisi, ed offre uno spaccato anche inedito del ruolo giocato dalla Cisl e della rete dei contrattualisti sociali sul territorio.

In particolare (vedi grafici Report di sintesi) si evidenzia:
- un’attività capillare e radicata, presente in 18 delle 20 regioni italiane;
- un’azione diversificata nei vari territori, perché calibrata sui bisogni reali rilevati nella cittadinanza e sull’offerta dei servizi presente nel territorio;
- un impegno particolare rispetto alle politiche socio familiari (più di 2.150 azioni all’anno media 2011/2014 contenute negli accordi di contrattazione sociale siglati), seguite da più di 880 azioni all’anno in tema di politiche fiscali, tariffarie e prezzi; più di 270 all’anno in tema di welfare occupazionale, per accompagnare le crisi aziendali e supportare i lavoratori divenuti maggiormente vulnerabili; e più di 335 azioni all’anno in tema di politiche socio‐sanitarie;
- una crescita negli ultimi quattro anni, all’interno dell’area politiche socio‐familiari, del peso delle azioni rivolte a regolamentare la compartecipazione delle famiglie al costo dei servizi, l’assistenza domiciliare e in generale l’offerta dei servizi, a mettere in capo politiche di contrasto alla povertà, a strutturare interventi monetari e azioni di sistema;
- un ampliamento della platea dei tutelati dagli accordi che esonda la tradizionale rappresentanza del sindacato, per coinvolgere tutti i cittadini e le famiglie e persone in condizioni di particolare fragilità (con anziani o disabili non‐autosufficienti al proprio interno). Numerosi accordi sono rivolti inoltre alla tutela e alla promozione di anziani e bambini, con un sempre crescente ruolo di adulti in difficoltà o disoccupati;
- una sempre maggiore complessità degli accordi siglati, che si rivolgono a target sempre più complessi e diversificati e prevedono numerose ed articolate azioni all’interno del medesimo accordo;
- una forte e prevalente interlocuzione (più del 90% dei casi) con la pubblica amministrazione e solo in percentuali esigue il coinvolgimento di altri attori sociali;
negli ultimi quattro anni, una funzione prevalente di difesa di quanto acquisito a fronte di un contesto in forte recessione. Più del 70% degli accordi sono stati volti a stabilizzare l’esistente, solo poco più del 20% a fare innovazione sociale e meno del 10% a contrattare riduzione di servizi.

Emerge una realtà sociale in evoluzione, con nuovi bisogni e vulnerabilità crescenti, che ha imposto anche al sindacato di misurarsi con l’esperienza inedita di una contrattazione territoriale sociale in evoluzione, capace di accogliere e accompagnare i mutamenti sociali.

Questa rete di contrattualisti sociali della Cisl e il sistema di relazioni e negoziazione sociale ed istituzionale intessuto nelle comunità locali rappresentano pertanto una reale risorsa per il sindacato e per il Paese intero; un patrimonio e risorsa di partecipazione attiva indispensabile per condividere l’obiettivo di ripensare le politiche sociali territoriali ed accelerare la riforma del welfare nazionale a garanzia dei livelli essenziali‐ in modo da offrire ai livelli decentrati riferimenti certi e stabili per sviluppare la propria azione.

L’Assemblea dei contrattualisti sociali della Cisl diventa l’occasione per ribadire che il nostro Sindacato intende contribuire fattivamente a costruire un Nuovo Modello di programmazione, gestione e realizzazione del Welfare Sociale rispondente alle necessità di maggiore inclusione sociale e che non disperda risorse e opportunità per offrire al Paese un sistema fondato su più pilastri.
Chiediamo un cambiamento epocale che assieme alle tradizionali politiche sociali dello Stato veda concorrere relazioni sociali partecipate, contrattazione sociale di prossimità, welfare contrattuale ed integrativo, mutualità e sviluppo della bilateralità, assieme ad un rapporto più selezionato, qualificato e rigoroso sul piano etico tra pubblico e privato sociale. Si rende urgente quanto necessario, che il Governo nazionale offra un quadro di riferimento più organico e integrato, realizzi subito un sistema di Governance (Regia Unitaria) per tutto il welfare, definisca e condivida obiettivi sociali di priorità omogenei per il Paese e vi destini risorse sufficienti, stabili e meno frammentate, costruisca un rapporto di reale cooperazione strategica tra Stato Regioni e Comuni orientato e sostenuto dalla partecipazione dei soggetti sociali.

La Cisl è pronta, attrezzata, motivata e consapevole dell’impegno straordinario che bisogna mettere in campo per offrire al Paese una prospettiva di crescita accompagnata da un sistema di Welfare che si pone l’obiettivo di non escludere e lasciare soli quanti soffrono disagio sociale. La straordinaria quantità e qualità delle intese registrate nell’Osservatorio della contrattazione sociale rappresenta la certificazione concreta di un sindacato innovativo e le riforme sociali si possono realizzare se si investe nel dialogo sociale e nel confronto, valorizzando l’enorme bacino di competenze, esperienze e spirito solidale che il Paese reale ha dimostrato di mettere in campo per fronteggiare la devastante crisi e recessione degli ultimi anni.

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