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Legge stabilità 2015. Analisi e commento delle politiche di welfare familiare

Nella manovra economica contenuta nella legge di stabilità per quanto concerne le politiche sociali e per la famiglia, si nota la positiva volontà di dare un impulso a politiche “pro family” sia tramite servizi che trasferimenti economici. D’altro canto è necessario rilevare che le misure previste non risultano coordinate con quelle già esistenti, e l’azione non appare ispirata dai principi di riorganizzazione, strutturazione ed innovazione degli interventi, necessari per contrastare gli effetti della crisi sulle persone e le famiglie in condizioni di maggiore fragilità, rendendo la spesa più efficace ed efficiente.
Il leggero incremento delle risorse a disposizione rispetto agli anni più recenti, apprezzabile ma comunque insufficiente non è stata l’occasione per avviare la strutturazione di un sistema integrato di interventi e servizi sociali sul territorio, fondato sulla garanzia dei livelli essenziali.
L’incertezza nel tempo dell’entità delle risorse e l’eccessiva frammentazione mantengono incerti i processi di programmazione di tutti i livelli di governo e non chiari gli obiettivi da realizzare, incidendo negativamente in particolare sul sistema dei servizi locali.
Gli interventi sul fronte dello sviluppo del Terzo settore, che sembrano anticipare in qualche misura la riforma complessiva, prevedono opportunamente un sistema agevolatorio a fronte di maggiore trasparenza e controllo sull’impiego delle risorse.
Importante il rifinanziamento del Fondo per il diritto al lavoro dei disabili, per supportare le imprese che nel difficile contesto assumono lavoratori disabili.
 

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