Crisi - Furlan: "Il lavoro si crea facendo ripartire la produzione industriale"

Questo il richiamo al Governo da parte del Segretario generale della Cisl, Furlan in occasione della manifestazione regionale "Il lavoro sopra tutto" organizzata dalla Cisl Lombardia. "Vogliamo che la politica e le istituzioni si concentrino sul tema degli investimenti e del lavoro" ha sottolineato la leader della Cisl, auspicando di "rivedere un po' del fuoco sacro del primo Renzi rottamatore anche sulle politiche di sviluppo e sulla riforma fiscale"

Milano, 23 ottobre 2014 - Far ripartire la produzione industriale per creare lavoro. E' questa la priorità che deve avere il paese, quindi politica e istituzioni, secondo il Segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, oggi a Milano in occasione della manifestazione "Il lavoro sopra tutto" organizzata dalla Cisl Lombardia per rilanciare le proposte del sindacato su lavoro, sviluppo, welfare. Richiama dunque l'esecutivo a rimettere il lavoro in cima alle "priorita'. "Tutto e' importante - spiega - le riforme istituzionali, la legge elettorale, ma se non riparte la produzione, a partire da quella industriale, non si crea lavoro. In questi anni di crisi - ha sottolineato Furlan - abbiamo perso 25 punti di produzione industriale e abbiamo acquistato invece oltre 3 milioni di disoccupati e un giovane su due non ha nemmeno la speranza di trovare lavoro. Vogliamo che la politica e le istituzioni si concentrino su questo".

E dal palco della manifestazione regionale dei delegati lombardi Furlan lancia poi un messaggio chiaro al Presidente del consiglio: "Un Renzi 'rottamatore' e orientato al cambiamento troverebbe un alleato nella Cisl - sottolinea ammettendo di aver apprezzato moltissimo il Renzi giovane rottamatore della Leopolda e di voler dunque rivedere "un po' di quel fuoco sacro del cambiamento anche sulle politiche di sviluppo e dell'occupazione. Se lo fara' - ha aggiunto - avra' con noi un'interlocuzione positiva e un'alleanza forte". Ma Furlan chiede 'concretezza': "Basta giochi di parole - avverte - basta titoli roboanti, passiamo dalle parole ai fatti perche' questo Paese non puo' piu' aspettare".

Concretezza dunque, ma anche una necessaria continuità tra azioni e dichiarazioni, chiede Furlan invitando il premier ad applicare in Italia quella visione economica, apprezzata dal sindacato, che il premier professa in ambito europeo: "Ritengo importante il lavoro che Renzi sta svolgendo in Europa. Mi riferisco all'appello che fa quasi quotidianamente ai grandi Paesi per dire che l'Europa dove ripartire dallo sviluppo e quindi creare occupazione. E' importante declinare con forza tutto questo e quindi interpretare il rispetto dei parametri europei in vista del lavoro e bene fa Renzi a dire che gli investimenti devono uscire da questo parametri, ma tanta coerenza - ha proseguito - la vorremmo vedere anche nel comportamento del governo quando finiscono i palchi e inizia il confronto di casa nostra sulla legge finanziaria".

Secondo Furlan, infatti, "la fotografia del Paese, anche confrontando def e finanziaria, e' ben poco confortante. Se al rigore finanziario - ha chiarito - non si affiancano serie politiche di sviluppo, il Paese non cresce e continua a essere in recessione. La coerenza - ha proseguito - non la leggiamo nelle slides e nelle tournée televisive. Noi la leggiamo nei documenti che pero' spesso sono anche difficili da leggere, perche' di bozza in bozza ogni giorno c'e' una modifica e non sempre positiva".

La legge di Stabilità "ogni giorno che passa è più confusa e meno certa" sottolinea soffermandosi su alcuni dei punti caldi della manovra. Sul fronte dell'anticipo del Tfr in busta paga Furlan ha insistito perché sia a tasse zero. "Avevamo detto al presidente Renzi nell'unico incontro che ha avuto con il sindacato che se voleva sostenere la ripresa dei consumi doveva mettere il Tfr in busta paga a tasse zero", ha attaccato, dicendosi pronta alla mobilitazione con i cittadini, se la misura non verrà modificata. Il leader Cisl è intervenuto anche sul rischio che le regioni aumentino l'imposizione fiscale a fronte dei tagli previsti dall'ex Finanziaria. "Vigileremo su ogni regione e città per evitare che vi siano più tasse e meno servizi. Se qualcuno immagina che attraverso i tagli, che considero lineari, di poter infierire ancora una volta con tasse locali se lo deve dimenticare" avverte osservando che "la tassazione locale è aumentata in maniera esponenziale" anche durante la crisi.

Ma per Furlan anche il sindacato deve svolgere un ruolo di interlocutore: "Dobbiamo essere pronti - ha detto - non solo a dare giudizi, ma a dire le cose che vanno bene, quelle che vanno corrette e quello che manca".

E poi tornata a parlare della mobilitazione che il sindacato sta portando avanti "per richiamare l'attenzione pubblica" ribadendo come sia "più utile una grande mobilitazione, tante assemblee nelle fabbriche e con i cittadini perché le persone devono sapere lo stato di salute vero del paese", piuttosto che uno sciopero generale. Per questo, ha aggiunto "la Cgil farà il suo percorso, noi decideremo il nostro. Un percorso - ha spiegato - fatto di incontri sul territorio, come è avvenuto sabato scorso quando "siamo scesi, assieme ai cittadini, in tutte le piazze italiane. Abbiamo preferito questo tipo di mobilitazione perché la nostra prima esigenza è stare sul territorio, nelle aziende, parlare con i lavoratori, i nostri iscritti, i pensionati e anche i tanti giovani che il lavoro non ce l'hanno e che proprio nelle piazze abbiamo incontrato" ha concluso.

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