Sindacato. Furlan, la Cisl di domani darà ancora più spazio a giovani, donne e immigrati

Riccione, 19 novembre 2015. Il disegno che la Cisl si appresta a mettere in cantiere da qui al prossimo Congresso del 2017 è quello di una confederazione ristrutturata, più agile e snella ma sopratutto più giovane. "Includere e rendere protagoniste le nuove generazioni,"allargare la rappresentanza ai giovani ma anche alle donne e agli immigrati per fare un sindacato nuovo, più inclusivo e attento ai bisogni e ai sogni, a partire dai più deboli”, afferma la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, concludendo la conferenza organizzativa che si e tenuta a Riccione dal 16 al 19 novembre a Riccione.Sottolineando la necessità di avere una rappresentanza sempre più allargata in particolare per quanto riguarda le generazioni più giovani, Furlan ha poi aggiunto che occorre "mettere al centro il cuore, la differenza sta proprio qui: se il tecnicismo non è lo strumento ma l'obiettivo c'è chi lo sa fare meglio di noi. Il cuore per chi fa il sindacalista, per chi ha questa straordinaria fortuna" di rappresentare uomini e donne, è fondamentale per creare "inclusione e condivisione di futuro migliore a partire da quelli un po' più deboli. Per un sindacalista - ha argomentato ancora Furlan - il cuore significa accogliere chi chiede, chi ha bisogno e - ha sottolineato -allargare la rappresentanza significa allargare la speranza di un mondo migliore". ”Allargare la rappresentanza significa fare un sindacato nuovo e da tempo avevamo avvertito questa esigenza. La Cisl ne uscirà rafforzata ed è una sfida che vogliamo vincere. Ora sta a noi portare avanti questo cambiamento", continua la leader della Cisl. "Tra i dirigenti iscritti manca una generazione. C'è un buco generazionale nella fascia tra i 30 ed i 45 anni che dobbiamo recuperare e non c'è più molto tempo". Questo progetto deve tradursi in una nuova politica dei quadri. Per la Cisl, continua la Furlan, è un cambiamento è necessario,anche per rispondere agli attacchi che da più parti investono il sindacato nel suo complesso. "In questo Paese, per qualunquismo, speculazione e un preciso disegno politico il sindacato è presentato come qualcosa di superato, egoista e rappresentativo di chi alla fine sta meglio di altri. Per questo dobbiamo andare avanti con determinazione per questo sentiero con coscienza, responsabilità e un po' di gioia", ha concluso Furlan.

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