Stabilità. Cisl Fp: no a un altro taglio al fondo Patronati, salvaguardare i servizi ai cittadini e il lavoro degli operatori Inas

Roma, 11 dicembre 2015. Intervenendo nel dibattito serrato di questi giorni sul no ad ulteriori tagli ai Caf e Patronati, si inserisce anche la Federazione del Pubblico Impiego della Cisl affermando che questo susseguirsi di interventi al ribasso rischia di compromettere seriamente la quantità e la qualità dei servizi previdenziali e socio-assistenziali erogati dall’Inas Cisl e da tutto il sistema dei patronati. E ciò mentre gli effetti prolungati della crisi economica amplificano la richiesta di assistenza e tutela, soprattutto da parte delle fasce deboli della popolazione. È anche grazie a questi enti, continua la nota della Cisl Fp, che fino ad oggi i bisogni sociali hanno trovato risposta, come è storicamente proprio del nostro Paese in cui, accanto al pubblico, opera una pluralità di soggetti la cui mission sociale è favorire l’accesso a prestazioni e servizi costituzionalmente garantiti e di rilevante interesse pubblico. Nel caso dei Patronati, ribadiscono insieme ad altri, questa importante funzione sociale non grava sui bilanci pubblici, perché il Fondo che ne finanzia le attività è alimentato da una percentuale dei contributi previdenziali versati dai lavoratori. Cosa potrebbe portare adesso un taglio ulteriore del Fondo patronati? Di certo un ridimensionamento della loro attività e presenza, che diminuirebbe l’efficacia complessiva del nostro sistema di protezione sociale. Ma anche ripercussioni per gli operatori dell’Inas, che quotidianamente assicurano la qualità e la velocità dei suoi servizi ai cittadini, e che vedrebbero messi a rischio i loro posti di lavoro e le loro retribuzioni. Concludendo, la Cisl Fp, oltre a dare pieno sostegno alla campagna “Al Patronato ti tuteliamo” lanciata dall’Inas Cisl insieme ad Acli, Inca Cgil e Ital Uil, si impegna con forza affinché lo sciagurato nuovo taglio al fondo Patronati sia cancellato dalla legge di stabilità, e affinché invece dei tagli venga finalmente avviato, come sarebbe dovuto avvenire entro il 30 giugno scorso, un vero processo di riordino che esalti il valore delle professionalità, per rendere sempre più efficaci le prestazioni e più diffuso, inclusivo e resiliente il nostro welfare.

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