Caporalato. Sbarra (Cisl): Bene ddl del Governo, ma ancora troppe inerzie frenano la Rete del lavoro agricolo di qualità e la Cabina di regia sui territori.

Roma, 28 dicembre 2015. “Incontro positivo quello di oggi con il governo sul caporalato: abbiamo ribadito che la piaga si sana insieme, con una controffensiva partecipata che punti ad innalzare la qualità del lavoro rurale. Il ddl di novembre che allarga le responsabilità penali è apprezzabile a condizione, certo, che si facciano controlli veri, rigorosi, sistematici, attraverso una rete ispettiva strutturata e ben coordinata che unisca in modo efficace e organico tutti gli enti istituzionali preposti. Troppe inerzie frenano poi la Rete del lavoro agricolo di qualità e la Cabina di Regia istituita presso l'Inps per orientare. Su questo versante dobbiamo assolutamente accelerare”. Lo afferma Luigi Sbarra, Segretario Confederale Cisl e Commissario Nazionale Fai-Cisl, in merito all’incontro di oggi con il governo sul caporalato. “A quattro mesi dal suo avvio, la Rete resta al palo: 200 adesioni, appena un’impresa su mille. Mancano misure premiali per chi rispetta legislazione e contrattazione, forme di decontribuzione e fiscalità di sviluppo per chi genera lavoro ben tutelato e retribuito. Anche le associazioni datoriali sono chiamate a svolgere un ruolo attivo informando, sensibilizzando e sollecitando le aziende agricole all’adesione. La Rete resta inoltre strumento spuntato senza declinazioni territoriali per stipulare accordi locali su trasporti, servizi, legalità. In tal senso bisogna valorizzare il ruolo degli enti bilaterali e della contrattazione decentrata. Il territorio resta la principale frontiera: per questo non è più rimandabile l’attribuzione delle funzioni territoriali della Cabina di Regia per orientare collegialmente le ispezioni. Alle parti sociali, la responsabilità di rafforzare il presidio sui luoghi di lavoro con bilateralità e contrattazione nazionale e decentrata provinciale. Percorso che conduce a nuovi e concreti strumenti partecipativi nelle relazioni d’impresa”.

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