P.A. Cgil Cisl Uil chiedono a Madia rinnovo contratti. Da sindacati già proposta su riduzione dei comparti

Roma, 28 gennaio 2015 - “La ministra Madia non nasconda l’incapacità del governo e trovi le risorse per un rinnovo dignitoso di contratti. Dopo sei anni di attesa e a sette mesi dalla sentenza della Corte Costituzionale è inaccettabile rimpallare le responsabilità” Così i segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Uil Fpl, Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Nicola Turco e Giovanni Torluccio, in merito alle recenti dichiarazioni della titolare del dicastero della Pubblica amministrazione, Marianna Madia. “È noto a tutti che Cgil Cisl e Uil hanno già presentato una proposta unitaria per passare da dodici a quattro comparti, così come la piattaforma per i rinnovi. Su questo siamo mobilitati da mesi a fianco dei milioni di lavoratori pubblici abbandonati dal più grande datore di lavoro del Paese”.

“Vogliamo una pubblica amministrazione con più produttività, più innovazione organizzativa, più investimento nelle competenze”, proseguono. “A questo serve il rinnovo di contratto. Per questo abbiamo dato maggiore impulso alla nostra iniziativa dopo la sentenza della Corte che in agosto ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti. Siamo scesi in piazza in una grande manifestazione il 28 novembre per rivendicare un diritto sacrosanto, per i lavoratori e per i cittadini, quello di 'Contratto Subito'. Sostenere, in ragione di questo percorso, che sia il sindacato a frenare il rinnovo è paradossale”.
Per queste ragioni, aggiungono Dettori, Faverin, Torluccio e Turco, “se il messaggio risulta non essere ancora chiaro, sappia la ministra, che all'incontro all'Aran del 3 febbraio, sul tema riduzione dei comparti, andremo lì pronti ad un confronto no stop. Perché sia chiaro a tutti il fatto che il governo tenta di coprire l'inadeguatezza delle risorse per il rinnovo dei contratti cercando, con una manovra ardita, di attribuire a noi lo 'stallo' del confronto con l'Aran. Sui comparti abbiamo una proposta, che va semplicemente condivisa e sottoscritta. Poi niente più scuse, diretti al 'Contratto Subito'”, concludono.

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