Terziario. Il 5 febbraio sciopero degli addetti alla ristorazione collettiva

Roma, 3 febbraio 2016 - Per la maggioranza donne con contratto di lavoro part-time in uno dei comparti dove si opera prevalentemente in regime di appalto. E’ questo il target degli 80mila addetti della ristorazione collettiva impiegati nei servizi di preparazione e consegna pasti su larga scala destinati a mense aziendali, scuole e ospedali e che il prossimo 5 febbraio incroceranno le braccia in supporto della protesta nazionale indetta dai sindacati di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs ad oltre 32 mesi dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro. La mobilitazione si è resa necessaria in seguito alla rottura al tavolo negoziale aperto con le associazioni datoriali Angem ed Aci ed allo stallo delle trattative con le altre associazioni imprenditoriali Fipe Confcommercio, Federturismo Confindustria e Confesercenti, anch’esse firmatarie il contratto nazionale del turismo parte speciale ristorazione collettiva.La protesta registrerà lo svolgimento di presidi e mobilitazioni in tutte le provincie italiane dove molte manifestazioni si svolgeranno davanti alle Prefetture ed ai luoghi di lavoro. «E’ ancora troppo rigida la posizione delle associazioni datoriali sui cambi di gestione, sui permessi per riduzione orario di lavoro ed ex festività, sulla flessibilità oraria, sulla malattia e sull’indisponibilità ad erogare aumenti economici in linea con i rinnovi già siglati nel comparto turistico – ha spiegato il segretario generale della Fisascat Pierangelo Raineri - I negoziati sono complicati anche dall’eccessiva frammentazione della compagine datoriale che non consente di individuare in tempi rapidi una strada percorribile per arrivare ad una sintesi condivisa». Per la Fisascat è urgente individuare un punto di mediazione per consentire la positiva conclusione dei negoziati e definire un aumento salariale dignitoso e un avanzamento della normativa sul welfare e sulla partecipazione. Ad oltre 32 mesi dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro non ci piegheremo alle pesanti richieste di riduzione del costo del lavoro – ha concluso Raineri – Piuttosto si torni al tavolo di confronto con un obiettivo responsabile, ossia quello di rinnovare un contratto che confermi le tutele ed i diritti individuali e collettivi in uno dei comparti che continua ad erogare un importante servizio produttivo alla collettività».

Ufficio Stampa Fisascat Cisl Nazionale

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