Occupazione. Petteni: "Dai dati Istat segnali contraddittori visto che la ripresa non è ancora stabile. Riformare voucher per evitare precariato"

Roma, 2 febbraio 2016 - “Giungono segnali contraddittori dagli odierni rilevamenti Istat rispetto all’occupazione su dicembre 2015. E' la conferma che la fase di vera ripresa non è ancora stabile nel nostro paese ". Lo sottolinea il Segretario Confederale della Cisl, Gigi Petteni, commentando i dati Istat di oggi sull’andamento occupazionale ai microfoni di Labor Tv. (VIDEO)

"C'è purtroppo una lieve crescita della disoccupazione che dopo un 2015 all’insegna di un calo lieve ma continuo, ha fatto registrare un +0,1% passando dal 11,3% di novembre all’11,4%, mentre rimane invariato il tasso di occupazione. Ancora decisamente positivo comunque è il segnale per quanto riguarda la disoccupazione rispetto all’anno precedente, dove invece il calo è stato di 0,9 punti con un totale (sempre nell’anno) di 254mila disoccupati in meno e 109mila persone al lavoro in più.
“Per la prima volta cominciano ad esserci risultati decisamente importanti anche nel tasso di disoccupazione giovanile che ora è sceso al 37,9%, il risultato migliore degli ultimi tre anni. Per tornare ad un dato più positivo bisogna infatti tornare ad ottobre 2012. Il lievissimo calo degli occupati nell’ultimo mese fra l’altro, corrisponde al differenziale tra il calo dei lavoratori autonomi (-54.000) e la crescita dei dipendenti a tempo indeterminato (+31.000). Cresce anche il numero delle persone in cerca di occupazione (+18.000 un +0,6% su novembre) e cala il numero degli inattivi seppur lievemente (-0,1%) grazie quasi esclusivamente alla componente maschile".
"Rimane il problema dei voucher, un aspetto su cui ora è necessario aprire una lente d’ingrandimento - conclude Petteni - perché possa essere governato e non sfoci in una forma di precariato difficilmente controllabile. E’ importante che su questo strumento, oltre alle attenzioni del caso, s' intervenga per una rapida riforma a vantaggio della regolarità e della trasparenza. E’ importante infatti vigilare sulla regolarità e sulla trasparenza, in una parola sulla qualità del lavoro. Ma permane anche un problema di quantità, perché siamo ancora molto lontano dai livelli occupazionali pre-crisi e la ripresa economica è poco tonica, perchè nell’ultimo trimestre la tendenza dell’occupazione è stata meno favorevole rispetto all’estate. E’ forte l’esigenza che il Paese sappia cogliere i timidi segnali di ripresa, derivanti per ora esclusivamente da fattori esterni alla nostra economia, mettendo in moto anche le energie interne, con un confronto con e tra le parti sociali per fare del lavoro e dell’impresa leve importanti per un salto di qualità verso l’innovazione lo sviluppo.

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