Eni. Il 19 febbraio sciopero generale di 8 ore in tutto il Gruppo. Sindacati: "Per il bene del Paese Eni resti italiana. Intervenga Fondo strategico Cassa Depositi e Prestiti"

Roma, 10 febbraio 2016 - "Il divorzio dell'Eni dalla politica industriale del nostro Paese e' inaccettabile". E' quanto sottolineano i segretari generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Emilio Miceli, Angelo Colombini, Paolo Pirani annunciando all'assemblea unitaria di tutti i delegati del Gruppo Eni oggi a Roma un nuovo sciopero generale di 8 ore in tutto il Gruppo Eni per il prossimo 19 febbraio con manifestazione nazionale a Roma, in piazza S.S. Apostoli (dalle ore 10)" "L'Italia rischia di perdere una importante filiera industriale e l'Eni la sua caratteristica di azienda di 'sistema' sottolineano ancora i segretari generali. "Per il bene del Paese" Eni deve restare italiana, chiediamo l'intervento del Fondo strategico della Cassa Depositi e Prestiti. "Il disegno del Gruppo- tengono a precisare i Segretari di Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil - resta sostanzialmente quello prospettato nel 2015: consolidare ed estendere le proprie attivita' di 'core business' fuori dall'Italia ridimensionando il perimetro delle attivita' domestiche, a partire dalla dismissione della chimica e di Gela, dalla progressiva riduzione della capacita' di raffinazione, alla cessione di Saipem e Gas&Power, veri e propri gioielli dell'industria italiana. In questo modo Eni presenta interamente il conto della caduta del prezzo del greggio solo al proprio Paese". Per i sindacati c'è "una sottovalutazione politica, quando non superficialita', dell'impatto delle decisioni Eni sul Paese" con il rischio di un "corto circuito" per l'occupazione, l'innovazione, la ricerca.

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