Ex-Alcoa. Bentivogli (Fim Cisl): domani manifestazione a Roma. Chiederemo al Governo chiarezza e impegno totale

Roma, 15 febbraio 2016. “Sono oltre 300 i metalmeccanici dell’ex stabilimento Alcoa e dell’indotto che si imbarcheranno questa notte alle 22 dal porto di Olbia diretti a Roma, per dare vita domani mattina, a partire dalle ore 11, ad una grande manifestazione con sit-in fuori Palazzo Montecitorio. E’ dal 1 novembre 2012, data in cui fu spendo l’ultima cella elettrolitica dello smelter che i lavoratori del sito sardo aspettano una soluzione industriale, che non arriva. Quella di domani è solo l’ultima manifestazione in ordine di tempo, che gli oltre 1000 lavoratori ex-Alcoa e dell’indotto, ormai da oltre due in presidio permanete fuori i cancelli dell’ex-Alcoa di Portovesme, portano nella capitale” - dichiara il segretario generale della Fim-Cisl, Franco Bentivobli. “Un problema quello dell’ex-Alcoa, oltre che industriale, oggi delle circa 130 mila tonnellate di alluminio primario usate in Italia, neanche un chilogrammo viene più prodotta nel nostro Paese, ha assunto i caratteri dell’emergenza sociale. Il Sulcis Iglesiente, continua Bentivogli, è infatti la provincia più povera d’Italia, con un tasso di disoccupazione sopra del 70%. In troppo hanno fatto promesse e illuso la gente del Sulcis da tempo chiediamo di farne vertenza nazionale a cui dare risposte. Troppi salvatori della patria hanno annunciato soluzioni che si sono sempre liquefatte, insieme ai fantomatici salvatori. Stiamo ricercando, prosegue, la disponibilità del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti che unitamente al MiSE, per un incontro da svolgersi domani in cui chiederemo risposte e fare il punto della situazione della trattativa della cessione che sembra essere rimasta in alto mare. Glencore si era impegnata a dare risposte definitive entro la fine di Gennaio, mai arrivate e SiderAlloys a cui Alcoa sta impendendo di effettuare la due diligence. Dopo aver dichiarato l’alluminio e l’acciaio, produzioni strategiche per il paese, conclude il segretario della Fim, non si produce più un grammo di alluminio e l’acciaio ha perso il 35% della produzione. Non smetteremo mai di ripetere che è in gioco l’occupazione di molte famiglie e la nostra sovranità industriale”.

Stampa

Questo sito utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti per la gestione delle statistiche. Leggi l'informativa per sapere di più; proseguendo nella navigazione accetti l’uso dei cookies.