Pubblica Amministrazione. Piazza Montecitorio gremita di agenti della Polizia Locale. Prime aperture dai gruppi parlamentari. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl: “Tutele, riconoscimento e contratto per chi assicura legalità e sicurezza”

Roma, 23 febbraio 2016. Più competenze, meno salario a fronte di un organico sempre più ridotto. Nessun riconoscimento di ruolo e contratto bloccato. Gli agenti della Polizia locale hanno detto basta e oggi si sono presentati davanti alla Camera per chiedere il rispetto dei diritti e il riconoscimento dei compiti che ogni giorno svolgono per i cittadini, a partire dalla difesa della legalità e della sicurezza sul territorio. Al centro della manifestazione - organizzata Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e alla quale hanno partecipano oltre tantissimi agenti da tutta Italia - la richiesta, rimasta fino ad ora inascoltata, di riformare la legge del 1986 che regola il lavoro degli oltre 60 mila operatori di Polizia Locale. Le funzioni della Polizia locale sono infatti via via cresciute con nuovi compiti e nuove responsabilità, alle quali però non è corrisposto il giusto riconoscimento normativo, contrattuale e professionale. Oggi la polizia locale è il punto di riferimento dei cittadini, 24 ore al giorno, in strada e sul territorio. Un corpo che oltre ai compiti di polizia stradale, amministrativa e urbana, svolge controlli in materia di edilizia e ambiente, azione di polizia commerciale, anti abusivismo e giudiziaria, e tante altre attività essenziali per il funzionamento delle città. In questi anni - sottolineano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl - i sindacati hanno sostenuto l'iter parlamentare di numerose leggi di riordino della legge 65 del 1986, naufragate fra i mille veti imposti a livello istituzionale, a causa dell'incapacità di governare l'integrazione fra le diverse forze di polizia. Nel frattempo gli operatori di Polizia Locale si sono visti ridurre, con una palese disparità di trattamento con gli altri corpi di polizia dello Stato, diritti quali la malattia, la causa di servizio e l'equo indennizzo, senza alcuna considerazione per la specialità dell'attività svolta neppure in materia assicurativa e previdenziale. Il tutto oltre al blocco del rinnovo contrattuale nazionale e al limite finanziario nella contrattazione decentrata che ha impedito di ricercare quelle risposte di flessibilità ed urgenza necessarie rispetto alle attività svolte. Cause queste che hanno spinto gli operatori di Polizia Locale a portare in piazza la rabbia e l’orgoglio di chi rivendica identità e spirito di servizio al fianco delle comunità locali. Al termine della manifestazione, una delegazione di Cgil Cisl e Uil è stata ricevuta da gruppi parlamentari ed esponenti istituzionali, incassando prime importanti aperture, a partire dall’impegno a far rientrare il nuovo ordinamento della Polizia locale nel ddl Sicurezza (che sarà a breve incardinato nell’iter legislativo), da un impegno specifico sull’equo indennizzo e sul riconoscimento delle specificità all’interno del contratto nazionale. La mobilitazione prosegue e siamo pronti a dare battaglia con tutte le iniziative necessarie – hanno concluso dal palco Cgil Cisl e Uil - fino a quando Governo e Parlamento non adotteranno le misure legislative, regolamentari e contrattuali necessarie.

Uficio stampa Fp Cisl

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