Lavoro. Bentivogli (Fim Cisl): scelte coraggiose e fare squadra

Roma, 3 febbraio 2016. Intervenendo al convegno 'Quale futuro per la rappresentanza’, organizzato da Think-In oggi a Roma insieme al presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria Marco Gay e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini, il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli - a proposito della crisi della rappresentanza e delle sfide che il sindacato ha davanti - ha osservato che "servono scelte rifondative, radicali e rigeneratici": “In un Paese in cui fa audience chi litiga, occorre invece saper fare squadra”, perché la crisi rappresenta "una opportunità di cambiamento per il sistema di relazioni industriali". Questo a patto di compiere una svolta netta sia "dal punto di vista culturale che organizzativo". L'indebolimento delle forze sociali ed in genere dei corpi intermedi "rappresenta un rischio per la democrazia" e incoraggia "le spinte populiste". Un messaggio anche al Governo che "fa bene a sparigliare le rendite di posizione, ma deve ricordarsi che la sua azione non può arrivare veramente in profondità se si muove da solo". La scelta della Fim e della Cisl in favore della contrattazione di secondo livello ha - per Bentivogli - anche lo scopo di contenere "il populismo e riavviare un processo di democrazia diffusa a partire dai luoghi di lavoro". Il sindacato deve essere capace di ritagliarsi un ruolo anche nelle trasformazioni indotte nell'industria dai cambiamenti tecnologici. La Fim Cisl - ha ricordato Bentivogli - da tempo studia i fenomeni di Industry 4.0 e dello smartworking. Purtroppo su questi temi il Paese non mostra capacità di fare sistema, con il rischio di rimanere arretrato rispetto ad altri competitori su scale europea e mondiale come Germania e Cina. Eppure, nota Bentivogli, proprio la sinergia tra sindacati, imprese e governo su questo versante potrebbe dar corpo "ad una nuova idea di identità nazionale."

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