Concessioni autostradali. Sindacati Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil convocati dal ministro Delrio. Sospesi lo sciopero ed il presidio al Mit

Roma, 9 marzo 2016. Sospesi lo sciopero ed il presidio al Mit previsti per venerdì Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, ha convocato i sindacati FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil sulla questione delle aziende di manutenzione e progettazione delle concessionarie autostradali, gravemente penalizzate dal Codice appalti approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri. L’incontro tra Delrio e la delegazione sindacale è in programma lunedì 14 marzo prossimo, alle ore 16:00, presso il Mit. Venerdì era già stata organizzata una giornata di mobilitazione che prevedeva uno sciopero ed un presidio davanti al ministero. “È dall’inizio dell’iter legislativo della riforma degli appalti che cerchiamo un confronto”, dichiara il segretario generale della Filca nazionale, Franco Turri. “La notizia della convocazione è ovviamente positiva, ma aspettiamo di sentire il ministro e soprattutto confermiamo lo stato di agitazione dei lavoratori del settore, sospendendo però lo sciopero e la manifestazione previsti per venerdì. Ci auguriamo che dall’incontro emergano novità positive – prosegue Turri – che ci consentano di annullare la mobilitazione. Resta il nostro disappunto per la posizione espressa dall’Ance, che su questa vicenda sembra preferire la disgregazione del settore alla ricomposizione del ciclo dell’edilizia, come noi sosteniamo”. Il provvedimento contenuto nel Codice appalti, se non sarà modificato nel corso dell’iter parlamentare programmato nei prossimi giorni, prevede di poter affidare direttamente lavori, progettazioni e manutenzioni nella misura massima del 20% degli investimenti. Si tratta di una norma ingiusta e sbagliata perché provocherà la perdita di centinaia di posti di lavoro, e quindi di professionalità, e un conseguente calo della qualità delle opere e della manutenzione autostradale, a discapito della collettività. I sindacati chiedono che le manutenzioni, la progettazione e i servizi rimangano aldilà delle quote stabilite per gli affidamenti in house.

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