Lavoro. Petteni (Cisl): dati positivi, ma ora il governo renda strutturale la scelta di far costare il lavoro stabile meno di quello precario e modifichi subito le norme sui voucher

Roma, 10 marzo 2016 - “I dati consolidati per il 2015, diffusi oggi dall’ Istat, confermano la ripresa del mercato del lavoro: rispetto al 2014 è aumentata l’occupazione, con qualche segnale positivo anche nel Mezzogiorno". Lo sottolinea in una nota il Segretario Confederale Cisl Gigi Petteni, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat. " E' calata, per la prima volta dopo sette anni, la disoccupazione, mentre si riducono le ore di cassa integrazione e cresce soprattutto il tempo indeterminato. Sono aumentate infatti le transizioni dei dipendenti a termine verso il lavoro a tempo indeterminato e i passaggi da collaboratore a dipendente, cosi come torna a crescere il lavoro a tempo pieno. Non c’è, e non poteva esserci, un boom occupazionale, in presenza di un Pil finalmente in crescita, ma non certo esaltante, ma da anni non si ricordava questa serie di indicatori positivi. Soprattutto - aggiunge Petteni - si sta verificando un lento travaso dal falso lavoro autonomo e dal precariato verso il lavoro stabile. La scelta di far costare il lavoro stabile meno del lavoro precario sta pagando, venivamo infatti da una situazione in cui accadeva esattamente il contrario. Ora il Governo deve concentrare gli sforzi sull’obiettivo di rendere strutturale questa scelta”. “Bisogna poi affrontare le criticità che rimangono, a partire da un intervento restrittivo sui voucher, su cui si è probabilmente spostato parte del lavoro precario. Inoltre i dati segnalano un ampliamento del gap di genere, con l’occupazione che cresce più tra gli uomini che tra le donne, ma si deve tenere conto che in questi anni di crisi l’occupazione era calata più per gli uomini che per le donne. Si tratta quindi - conclude - della conferma di un problema strutturale del nostro mercato del lavoro che va affrontato con politiche del lavoro e sociali che possano conciliare le esigenze delle lavoratrici con quelle delle imprese”. Ufficio stampa Cisl

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