Giornata internazionale contro discriminazioni e razzismo. Anolf Cisl: "In Italia la vita dei cittadini immigrati è ancora costellata di discriminazioni"

Roma, 21 marzo 2016. “Oggi ricorre la Giornata internazionale contro il razzismo ed ancora una volta vogliamo ribadire come, in un ottica di sviluppo economico e sociale, sia fondamentale eliminare gli elementi di discriminazione e sfruttare le potenzialità offerte dalle diversità rendendo in tal modo la comunità più competitiva ed armonica anche se di certo in questo momento storico non giova alla serenità dell’Europa il clima di odio, paura e di islamofobia” - così si esprime il Presidente nazionale dell’ANOLF Mohamed Saady. “È palese poi - prosegue Saady - come nonostante il recepimento di alcune direttive europee in Italia la vita quotidiana dei cittadini immigrati sia costellata di discriminazioni. L’ANOLF ormai da anni si è fatta portavoce di proposte legislative tese a dare soluzione al fenomeno delle discriminazioni in particolare sia attraverso il diritto di voto amministrativo sia tramite la riforma della legge sulla cittadinanza”. “Le seconde generazioni” - sottolinea - “hanno bisogno di amalgamarsi nel tessuto sociale ed a nostro avviso è necessario implementare progetti d’integrazione utili al raggiungimento del pieno diritto alla cittadinanza cosa che peraltro tentano di fare le strutture territoriali dell’ANOLF all’interno del scuole con progetti di sostegno ed inserimento per i figli degli immigrati”. “Non vanno poi dimenticate le forti discriminazioni nell’accesso al lavoro con l’imposizione di criteri vincolanti non necessari - il requisito della cittadinanza per esempio -, clausole discriminatorie nella contrattazione collettiva nazionale e di settore, o l’applicazione di differenze salariali dipendenti dalla nazionalità o dal genere”. “Infine” - chiosa il Presidente - “non si può non esprimere perplessità sul recente accordo tra Unione Europea e Turchia, visto che difficilmente quest’ultima riuscirà a rispettare i diritti fondamentali dei soggetti coinvolti, lasciando ancora la questione dei rifugiati in un limbo di indeterminatezza che di fatto rende sempre più insostenibile ed umiliante la situazione per migliaia di persone in fuga dalle proprie terre d’origine.”

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