Welfare. Furlan: "Anche dopo una vita di lavoro non si è fuori dal rischio povertà. Momento complicato anche nel settore credito"

31 marzo 2016. Gli ultimi dati diffusi dall'Inps sulle pensioni "dimostrano come troppo spesso nel nostro Paese anche dopo una vita di lavoro non si è fuori dal rischio povertà.". E' quanto ha dichiarato oggi la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, a margine di un convegno della First Cisl, in vista della mobilitazione di sabato dei sindacati per cambiare la Legge Fornero sulle pensioni. "Se il 60% delle pensioni è al di sotto gli 800 euro è evidente che abbiamo pensioni basse, quindi pensionati che devono davvero& faticare per arrivare a fine mese - ha proseguito Furlan -. Abbiamo tre grosse questioni: come creiamo un sistema di flessibilità in uscita, come creiamo spazio per i giovani e come creiamo condizioni serenità e di dignità per i nostri anziani".

Non stiamo attraversando un momento semplice, nemmeno nel sistema del credito, vanno rivisti i sistemi di vigilanza, quello che continua a succedere nel nostro Paese, dal caso Parmalat fino ad arrivare oggi alle questioni più attuali delle 4 banche, credo che sia un campanello d'allarme fortissimo rispetto al tema importante del sistema di vigilanza che così com'è non ha funzionato". "Non ha funzionato la Consob, non ha funzionato il ruolo di Banca d'Italia, e nemmeno hanno funzionato i sistemi di vigilanza interni - ha proseguito - Su questo la partecipazione, la presenza dei lavoratori, dei rappresentanti dei lavoratori nel sistema di vigilanza può fare molto". "Le banche vanno rafforzate e patrimonializzate, le fusioni in questa logica possono anche essere validi strumenti, ma va cambiato il sistema - ha concluso Furlan - Va distinto tra banca d'affari e banca commerciale, chi fa speculazione finanziaria e chi invece investe nell'economia reale, anche attraverso un'impostazione fiscale diversa tra questi due modi di fare credito".

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